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L’addio di Civati al Pd geneticamente modificato di Renzi

CIAO

Il mio è un messaggio per gli elettori del Pd e del centrosinistra: mi dispiace, per me, per voi. Mi dispiace deludere alcuni di voi e condividere la delusione di chi deluso è già da molto tempo.

Come molti, non mi sento rappresentato da questa situazione. Lo ripeto da qualche giorno: non ho più fiducia in questo governo, nelle sue scelte, nei modi che ha scelto, negli obiettivi che si è dato.

Non ne ho avuta personalmente fin dall’inizio, quando si scelse di proseguire con le larghe intese: avevamo deciso che durassero solo due anni, che sarebbero scaduti già, mentre abbiamo deciso di andare avanti fino al 2018, cambiando premier – in quel modo sobrio e istituzionale che tutti ricorderete – ma senza cambiare il programma di governo. Senza nemmeno scriverlo, per altro, con i risultati che sappiamo. Votai quella fiducia solo per rimanere nel Pd, lo spiegai allora, solo perché mi ero appena candidato al Congresso e per rispetto degli elettori (che pure nella consultazione che avviammo si divisero esattamente a metà) .

Il pasticciaccio brutto dell’Italicum

Il testo che segue è di Matteo Renzi. Quel che ha detto poco fa in difesa della sostituzione di Bersani, Cuperlo, Bindi, D’Attore e altri sei, e contro dopo la scelta delle opposizioni, tutte, da M5S a Forza Italia, da SEL alla Lega, di abbandonare per protesta la Commissione.

“Da anni diciamo che è una priorità cambiare la legge elettorale. Il Pd ne ha discusso durante le primarie, in assemblea nazionale, in direzione, ai gruppi parlamentari, ovunque. La proposta – che è stata sempre votata a stragrande maggioranza – è stata approvata anche dal resto della maggioranza e dai senatori di Forza Italia. Fermarsi oggi significherebbe consegnare l’intera classe politica alla palude e dire che anche noi siamo uguali a tutti quelli che in questi anni si sono fermati prima del traguardo. Ma no, noi non siamo così. È tempo di decidere, dunque. Perché ci hanno insegnato che quando si vota all’interno di una comunità si rispettano le decisioni prese assieme. Chi grida oggi allo scandalo perché alcuni deputati sono sostituiti in Commissione dovrebbe ricordare che questo è non solo normale ma addirittura necessario se crediamo ai valori democratici del rispetto della maggioranza: si chiama democrazia quella in cui si approvano le leggi volute dalla maggioranza, non quella in cui vincono i blocchi imposto dalle minoranze.” Continua la lettura di Il pasticciaccio brutto dell’Italicum

Il mio intervento in Senato contro la corruzione

“La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute. La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile. Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini. Impedisce la corretta esplicitazione delle regole del mercato. Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci. L’attuale Pontefice -Francesco- ha usato parole severe contro i corrotti: Uomini di buone maniere e cattive abitudini!” Continua la lettura di Il mio intervento in Senato contro la corruzione

Quant’è bonus! Caffè dell’11

Quant’è bonus, titola il manifesto. Una giornata cominciata male per il Governo, con un sondaggio diffuso da Agorà, secondo cui 7 italiani su 10 pensano che le tasse con Renzi siano aumentate, è finita in gloria. Trovato un tesoretto di un miliardo e seicento milioni, ed è subito bonus. Come gli 80 euro. Anche se “A chi lo daremo, per ora non ve lo dico. Suspence! Per carità è bello e giusto che col tesoretto si ripari qualche. Però non mi piace che “diritti” o “conquiste” diventino “bonus”. Non si riapre la contrattazione, con si riconosce un salario di dignità a chi ha perso tutto, no, il capo azienda fa i conti e con quello che è rimasto in cassa elargisce un bonus. Si afferma una concezione padronale persino della redistribuzione del reddito. In fila,per il bonus! Continua la lettura di Quant’è bonus! Caffè dell’11