Europa ingrata

Spianati Bersani e Camusso,tocca a Merkel e Draghi. “Banche, duello con l’Europa”, titola il Corriere. Il governo italiano accusa Bruxelles di aver impedito il “salvataggio” degli obbligazionisti, quando decise di “salvare” quattro banche. Dunque le conseguenze nefaste di quell’atto – come è noto un risparmiatore truffato si è tolto la vita – sarebbero da imputarsi al veto europeo. Da parte sua l’Unione Europea non porge l’altra guancia: risponde bocciando l’intervento del fondo interbancario per “salvare” Tercas. É “aiuto di stato” – sentenzia Bruxelles – dunque “distorce la concorrenza”. “Banche e acciaio: scontro con la UE, Italia a processo per gli aiuti all’Ilva”, aggiunge Repubblica. Osserva Claudio Tito: “Ormai è scontro totale”. Continua la lettura di Europa ingrata

La politica dell’incorporazione

Spagna. Rajoy, il vincitore-perdente delle elezioni spagnole (il suo partito è passato dal 44% del 2011 al 28 di domenica scorsa) si propone di guidare un governo di minoranza con l’astensione del PSOE e di Ciudadanos. Per questo – dice El Pais – “offre al PSOE una (mini) riforma della Costituzione e la presidenza del Parlamento”. Ma Susana Diaz, presidente della Andalusia, regione dove il PSOE ha preso un quarto dei suoi voti, oppone “un rotondo no a Rajoy”. Se è per questo Susana dice no anche a un accordo con Podemos: preferisce che il PSOE resti all’opposizione e si torni a votare quanto prima. Continua la lettura di La politica dell’incorporazione

La maledizione del populismo

Homo politicus. Matteo Renzi ha ben compreso la lezione del voto spagnolo, tanto da scalare la prima pagina (con foto) del Financial Times. “Non so cosa accadrà al mio amico Mariano (Rajoy) ma so che chi ha sostenuto in prima linea politiche di rigore senza crescita ha perso l’incarico”. Ben detto! Il Fatto tira fuori però una fotografia ingiallita: mostra quattro uomini in camicia bianca, quattro giovani socialdemocratici che 14 mesi fa si presentavano come il futuro d’Europa. Diederik Samsom, olandese, Manuel Valls, francese, Pedro Sanchez spagnolo e l’italiano Matteo Renzi. Dopo quella indimenticabile festa dell’Unità, Renzi ha irriso Tsipras pur di confermare il rapporto speciale con Angela Merkel, ha svalutato il lavoro come chiedevano i rigoristi di Bruxelles, ha umiliato gli insegnanti, ridotto l’Inps in mutande per i tagli ai contributi alle imprese. E non ha lucrato che uno zero virgola, di crescita. L’allievo prediletto del rigore senza crescita è stato proprio lui, Renzi. Continua la lettura di La maledizione del populismo

La lezione del voto in Spagna

Rivoluzione democratica in Spagna. Non meno di questo è accaduto ieri, nell’urna, a Madrid e Barcellona. Un partito che aveva il 44 per cento dei voti e la maggioranza assoluta in Parlamento e che può vantare, stando ai numeri del PIL, di aver traghettato il paese dalla recessione alla ripresa, raggiunge a fatica il il 28 per cento – 16 punti percentuali in meno – e non gli basterà a governare nemmeno l’intesa non facile con la lista anti-casta moderata di Albero Rivera, Ciudadanos, che si ferma sotto il 14%. Rajoy, il premier, si è candidato a succedere a se stesso – “Proverò a formare un governo, la Spagna ne ha bisogno”- ma verosimilmente gli sarà impossibile trovare un’intesa con forze regionali e nazionaliste, visto la posizione intransigente che il governo ha preso nello scontro con la Catalogna. Continua la lettura di La lezione del voto in Spagna

Rumor non di sciabole ma di coltelli

L’Italia come il vestito di Arlecchino, o come una strada piena di toppe che mettono a rischio gli ammortizzatori. É la conseguenza di una crisi politica che si trascina da decenni e ha logorato, consociato e infine screditato le classi dirigenti. Come se ne esce? Servirebbe fermarsi a discutere, dirci che Europa vogliamo costruire, cosa intendiamo produrre noi Italiani, come garantiremo protezione sociale e benessere ai cittadini, quali forme democratiche siano le più adatte per controllare chi decide, il quale è tanto più forte quanto meno il suo potere appare incontrollato e dunque arbitrario. Invece: “La manovra dei tanti bonus”, piange il Corriere. Ce n’è per tutti. Continua la lettura di Rumor non di sciabole ma di coltelli

Giocando a poker con la Germania

Difesa della Boschi, attacco alla Merkel. Il titolo del Caffè di ieri regge bene la prova giornali di questo sabato 19 dicembre. Corriere, “No alla sfiducia. Boschi: lascerei con accuse vere”. Repubblica e Stampa, “UE, Renzi attacca la Merkel”. Attacco strumentale, dunque, quello di Renzi alla Cancelliera, studiato solo per cavarsi d’impaccio in politica interna? In Europa c’è chi lo pensa e Andrea Bonanni, Repubblica, apre la sua analisi citando un anonimo funzionario di Bruxelles: “Vuol essere il nuovo enfant terrible dell’Europa. È capriccioso. Dice di no a tutto. Insomma, è il nuovo Berlusconi della Ue”. Io invece penso che Renzi avesse altri e solidi motivi per lanciare l’affondo sulla politica tedesca, anche se momento e toni dell’attacco siano stati abilmente tarati per oscurare la vicenda Boschi. Continua la lettura di Giocando a poker con la Germania

Difesa della Boschi, attacco alla Merkel

Gigante, pensaci tu! La pubblicità della Ferrero, con il gigante buono alle prese con le malefatte dell’imbranato Jo Condor, andava in onda quando Matteo Renzi non era ancora nato. E tuttavia m’è tornata in mente, scoprendo stamane dai giornali che il premier aveva affidato ancora una volta a Raffaele Cantone il compito di raddrizzare i torti. Questa volta delle banche, dopo quelli del Mose, dell’Expo e del Giubileo. Cantone, pensaci tu! “Renzi chiama Cantone” titola Repubblica e il Corriere aggiunge “Tensione Governo Bankitalia”. Perché anche l’istituto di via Nazionale (e non solo la Consob) si è sentito scavalcato e posto sotto accusa dalla scelta di affidare a Cantone gli arbitrati sui rimborsi agli obbligazionisti. Visco è subito salito sul Colle e, per una volta, il Fatto sembra approvare il premier: “Renzi sfiducia Visco e Vegas, ma Mattarella salva Bankitalia”, è il titolo di prima pagina. Continua la lettura di Difesa della Boschi, attacco alla Merkel

“Lezione di Greco” sbarca a Palermo

Sabato 19 dicembre, ore 16:30, presso la Sala delle Conferenze della Gam – Galleria di Arte Moderna via Sant’Anna 21 Palermo, sarà presentato il nuovo libro di Corradino Mineo: “Lezione di Greco – alla ricerca di una rotta per la politica italiana”. L’autore si confronterà con il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, risponderà alle domande e sarà sollecitato dalle riflessioni del Consigliere Comunale Antonella Monastra che svolgerà il ruolo di moderatrice dell’incontro. Continua la lettura di “Lezione di Greco” sbarca a Palermo

Convergenze parallele tra Pd e M5S

Un piccolo passo ma in direzione opposta. La signora elegante, la cui foto troviamo oggi sui giornali, col suo caschetto argentato e il vezzo di posare gli occhialini sul naso, ha aumentato dello 0,25%, portandolo appena allo 0,50%, il tasso d’interesse praticato dalla Federal Reserve. Lei ha detto: “è la fine di un’era”, titolo del Sole24Ore. Altri parlano di “scommessa storica”, Financial Times, o di “svolta”, Corriere della Sera. L’ultimo rialzo risale al 2006, 9 anni fa, dunque la novità delle Fed merita di essere segnalata. Ma forse la vera innovazione sta nella modestia stessa dell’aumento e nel fatto che sia arrivato dopo tanti annunci e altrettanti rinvii. La Yellen si comporta come un equilibrista sulla corda stretta della politica finanziaria, che sa di avere sotto una montagna di crediti inesigibili ma anche prezzi che ristagnano, perché consumatori e investitori credono poco in una vera ripresa. Continua la lettura di Convergenze parallele tra Pd e M5S

Di Corradino Mineo