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Perchè a Obama piace Renzi

Il Sì di Obama alle riforme di Renzi. Intervistato da Federico Rampini, il Presidente degli Stati Uniti confronta la sua politica, il suo Ricovery act (investimenti pubblici per sostenere l’economia), e le “misure di austerità che hanno contribuito al rallentamento della crescita in Europa” e boccia quelle misure. “Ecco perché penso – aggiunge – che la visione e le riforme ambiziose che il Primo Ministro Renzi sta perseguendo siano così importanti”. Subito dopo chiarisce di che riforme stia parlando: “riforme per aumentare la produttività, stimolare gli investimenti privati e scatenare l’innovazione”. È davvero questo il succo della politica condotta dal governo italiano? Qualche dubbio io lo avrei.

Mondializzazione capitalista e libero commercio sono ancora – secondo Obama – la cosa migliore da sostenere, piuttosto che tornare a politiche protezionistiche, pericolose ed illusorie perché “nella nostra economia globale non è possibile alzare il ponte levatoio”. Obama chiede però: “forti reti di sicurezza per proteggere le persone in tempi di difficoltà. Continua la lettura di Perchè a Obama piace Renzi

Doni e condoni

Finanziaria, il giorno del dubbio. “Sulla manovra il gelo dell’Europa”, titola la Stampa. “Equitalia, sconto fino al 50% – scrive Repubblica – Evasione record”. Il Corriere pubblica una analisi di Federico Fubini: “Voglia di condoni e strategia contro l’evasione”. L’autore si meraviglia che vengano quasi nascoste le cose buone contenute nella manovra. Per esempio “la fatturazione elettronica delle transazioni fra imprese private, con segnalazione digitale all’Agenzia delle Entrate a scadenze costanti”, proposta di Vincenzo Visco che è stata recepita e “potrebbe far emergere nel tempo gettito per 40 miliardi di euro”. Invece vengono “comunicate con più enfasi misure di segno opposto arrivate nella Legge di Stabilità: sanatorie e condoni come quelli che in Italia si promette sempre di abbandonare, perché minano la credibilità del Fisco e la fedeltà dei contribuenti”. “Dal governo – scrive Fubini – è filtrato che la voluntary disclosure potrebbe riguardare anche somme in contanti nascoste in Italia, non solo in conti anonimi all’estero. Fosse vero, una misura del genere aprirebbe una via di Stato al riciclaggio legale di proventi della corruzione o di altri traffici illegali”. “La stessa «abolizione» di Equitalia, in realtà un accorpamento nell’Agenzia delle Entrate dell’organismo di riscossione, contiene sconti e sanatorie perché cancella penali e interessi sugli arretrati fiscali”. “Un condono – dice Vincenzo Visco – che serve a far cassa e indebolire l’effetto deterrente dell’accertamento”. “Manovra elettorale” dice l’economista tedesco Gross. Continua la lettura di Doni e condoni