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Renzi il siciliano!

Dopo Trump, l’Europa corre ai ripari. Tre notizie, la prima nel titolo di Repubblica: “Lo spread vola. Svolta nella Ue: meno austerità”. La seconda in quello del Pais: “L’Europa progetta una difesa propria di fronte al rischio Trump”. La terza, nelle pagine interne: in Germania il partito della Merkel è più debole, tornano le divisioni tra le sue componenti, CDU e CSU, di conseguenza la presidenza della repubblica andrà al socialdemocratico Steinmeier. Se è per questo si possono considerare conseguenza del ciclone Trump anche i voti in Moldavia e in Bulgaria, che hanno visto prevalere candidati filo russi. Ma torniamo alla fine dell’austerità: per ora è solo ventilata, auspicata. In alcuni paesi, come l’Italia, è tornata a ottobre la deflazione e torna a salire lo spread (ieri a 180), ma soprattutto l’austerità diventa impraticabile, si si scatena una competizione aggressiva tra Stati Uniti e Cina (a forza di dazi americani e ritorsioni cinesi). Oggi si ventila, persino, che la Cina decida di non produrre più o di far salire i prezzi dei componenti indispensabili per assemblare un iPhone, tutti prodotti in Cina. Bisogna cambiare verso. È dunque prevedibile che l’Unione non muova, ora, obiezioni alla crescita del deficit italiano. Naturalmente mantenendoci sotto osservazione per il debito e chiedendo al governo di spendere davvero per il terremoto. Continua la lettura di Renzi il siciliano!

Le volpi, finiscono in pellicceria?

No all’Olimpiade del mattone, by Virginia Raggi. Apertura di Repubblica e del Corriere. “Un rifiuto per compattare il movimento”, titolo del commento che Marcello Sorgi firma per La Stampa. Sono le due facce della verità. Vero che le Olimpiadi non sono da tempo un affare per le città che le ospitano (vedi Atene, Londra, Rio de Jianero). Vero pure che il No ai giochi ha il valore di una palingenesi per i 5 Stelle, i quali vogliono cancellare l’immagine, data a Roma, di una forza inesperta e impreparata, costretta a chieder aiuto a gruppi di potere vicini all’ex sindaco Alemanno. Venendo al merito, Olimpiadi sì o no? Non sarebbe stato meglio che la Raggi dimostrasse agli italiani che sì, si potevano ospitare le Olimpiadi anche senza cedere agli speculatori, ai cementificatori selvaggi, agli specialisti dei lavori iniziati e mai portati a termine, a opere inutili e costose, all’intermediazione più o meno mafiosa? Può darsi. Ma non si celebrano le nozze coi fichi secchi. E i fichi pentastellati non erano pronti per una sfida così ardua. Del resto è assai dubbio che altri (Giachetti, Meloni, Marchini) avrebbero saputo far meglio, se non fossero stati sonoramente battuti alle elezioni. Continua la lettura di Le volpi, finiscono in pellicceria?

Grillo fa come Renzi

Grillo fa come Renzi e lascia libertà di coscienza sulle unioni civili. “Scoppiato”, titola il manifesto. “Siluro di Grillo”, per la Stampa. “Grillo si converte”, insinua il Giornale. Repubblica e Corriere preferiscono insistere sulla “rivolta” o sulle “proteste” fra i 5 Stelle. Per Repubblica, Piero Ignazi vede “La doppia anima dei 5Stelle”.“Un mix tra alterità al sistema e indifferenza ideologica”: i 5 Stelle “sono degli indignati cresciuti all’ombra di una visione ecologista e post-industriale, individualista e comunitarista allo stesso tempo” Così “il partito vive una ambiguità: ha un elettorato trasversale ma un programma e, soprattutto, una classe parlamentare (e in parte, locale) prevalentemente orientata a sinistra. Questa contraddizione è stata fin qui superata dall’indignazione nei confronti della politica italiana…ma il tempo delle scelte è arrivato”. “Facendosi di lato” Beppe Grillo lo ha ammesso ma subito ha voluto dire ai suoi parlamentari: “non scontentiamo il nostro elettorato moderato portando sangue ad un Pd in difficoltà. Di nuovo un messaggio – conclude Ignazi – che rilancia l’ambiguità di fondo – e di successo – del partito: “alterità al sistema e indifferenza ideologica”. Continua la lettura di Grillo fa come Renzi