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Caffè…senza connessione

Mi scuso per non aver servito, stamani, il solito Caffè. In realtà l’ho registrato alle 8,30 ma a Milano, dove mi trovo per un convegno sulla ricerca, non sono riuscito a trovare una connessione in grado di caricare il video su Faceebok.

Nel caffè odierno parlavo di Paola, naturalmente. Morta di fatica sui campi, vittima della “modernità” perché i suoi aguzzini, ora arrestati, non sono i caporali d’un tempo ma signori in giacca a cravatta, gestori di un’agenzia di lavoro interinale. Parlavo del terremoto e dei ritardi. Scrive Fiorenza Sarzanini che sono 11.263 le persone senza casa, 9mila tuttora ospitate in residence e alberghi, 4 edifici su 10 sono inagibili e delle 3mila “casette” promesse ne sono state ordinate 1.470 e consegnate 18. Citavo la vicenda di Bollorè, patron di Vivendi, indagato per agiotaggio – titolone sul Corriere – per aver rotto a luglio con Berlusconi facendo crollare i titoli mediaset in modo da comprarli sotto costo e lanciare un’Opa ostile in dicembre. E del Fatto Quotidiano che titola “Lotti raccomandò a Emiliano l’amico d’affari del papà di Renzi”. Continua la lettura di Caffè…senza connessione

Europa in crisi

Parigi, La Senna si gonfia e oggi si svuotano di opere d’arte gli scantinati del Louvre e del Musée d’Orsay, per prevenire il disastro che l’inondazione provocherebbe. Liberation racconta gli ultimi scontri in piazza tra la polizia e chi protesta contro il jobs act: 11 liceali feriti a Saint Malo – le famiglie denunciano – a Rennes le forze dell’ordine caricano “a vive allure”, cioè provano a mettere sotto “en voiture”, con le loro auto, i giovani che nei giorni scorsi avevano preso d’assalto i cordini dei flic. A Parigi un manifestante è stato colpito da una grenade de désencerclement, una bomba a mano che libera biglie di caucciù. È all’ospedale, in gravi condizioni, con un edema cerebrale. Il primo ministro della Terza Via, Manuel Valls, aspetta che la Cgt (la nostra Cgil) si stanchi, si isoli, molli la presa. Il Jobs Act deve passare il vaglio del Senato e poi tornare all’Assemblée Nationale per il voto finale. Continua la lettura di Europa in crisi

Io dissidente

La Terza Via contro i Parlamenti. Sono due scelte gemelle: la fiducia chiesta da Maria Elena Boschi sulle unioni civili e l’imposizione del Jobs act alla francese con l’articolo 49.3 della costituzione gollista. Nel primo caso, nonostante il governo Renzi potesse in teoria dormire sonni tranquilli grazie all’ampio margine che gli concede alla Camera il premio di maggioranza, si è preferito non riaprire una doppia ferita: con la chiesa cattolica che ritiene le unioni troppo simili al matrimonio e con chi invece trova umiliante che si impedisca a un omosessuale di adottare il figlio del partner. In Francia, Nuits Debout e sindacati stavano contestando la più ampia facoltà di licenziare concessa agli imprenditori “per motivi economici” e la riduzione del costo degli straordinari per le imprese. Ecco che Hollande ha scelto di evitare il confronto all’Assemblée Nationale e ricorrendo all’articolo 49.3 – che considera già approvata una legge fortemente sostenuta dall’esecutivo a meno che le opposizioni non sfiducino il governo – ha bypassato le opposizioni e il malumore nel PS. Sia Hollande che Renzi considerano ormai il Parlamento un ingombro, affermano l’autonomia del politico e rivendicano che possa esistere, che debba esistere, un rapporto diretto governo-popolo. D’altra parte è super gollista l’uso che il nostro premier vuol fare del referendum costituzionale, quando lo riduce a una antinomia; popolo del Sì contro No dei politicanti. Continua la lettura di Io dissidente