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Non si vota a giugno

 

Quando 2 sconfitte sono meglio che una

Majority of Voters Disgusted..

La Brexit frenata dai giudici, scrive il Corriere, e sembra di intendere, in questo titolo, l’eco delle polemiche italiche contro l’ingerenza dei magistrati in politica. “Brexit sentenza a sorpresa”, dice invece Repubblica, “Il Parlamento dovrà votarla”. Per la verità questo sgomento, questa sorpresa prende solo coloro i quali hanno sostenuto a vario titolo in passato che la deriva plebiscitaria – che non chiamavano così, naturalmente – delle classi di governo fosse salutare per la democrazia. Non a caso la nostra Costituzione pone limiti severi al referendum abrogativo: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali”. Insomma, tra una elezione del parlamento e un’altra, il voto popolare referendario può e deve esercitare un controllo sull’attività legislativa, ma non sostituirsi alla democrazia rappresentativa e alle sue forme. Il dominus resta il parlamento, che dovrebbe essere rappresentativo della volontà popolare (quello eletto con il Porcellum – ha detto la nostra Corte suprema – non lo è). Continua la lettura di Majority of Voters Disgusted..

Jobs act? Zero assunti

Brusca frenata delle assunzioni stabili. Rebubblica pagina 4. Nel primo trimestre 2016 abbiamo avuto 324mila nuovi contratti di lavoro stabili. Le cessazioni sono state 377 mila. Dunque il saldo è ancora attivo, ma se si tiene conto delle trasformazioni, da lavoro a termine a duraturo, 79mila, scopriamo che nel trimestre si sono in realtà perduti più di 21 mila posti di lavoro. La tendenza è però la cosa più preoccupante: i nuovi contratti sono il 77% in meno di quelli dello stesso trimestre del 2015 (assunzioni allora drogata dagli incentivi agli imprenditori, incentivi che hanno provocato un buco nelle casse dell’Inps, con preoccupazioni per le pensioni), ma sono di meno anche delle assunzioni registrate nel primo trimestre del 2014, quando la crisi mordeva e al governo c’era Enrico Letta. Credete che Poletti – non dico Renzi – si scuserà per le balle raccontate sui miracolosi risultati del jobs act? Continua la lettura di Jobs act? Zero assunti

Sanders vince, Clinton stenta

Clinton dichiara di aver vinto in Kentucky, Sanders ha vinto in Oregon. Questo titolo del Washington Post la dice lunga su quanto sta succedendo in campo democratico negli Stati Uniti. Il Kentucky era importante per l’ex segretario di stato. Ha speso lì molti, molti soldi, ha mandato il marito, Bill Clinton, ancora molto popolare, e ha promesso che sarà lui a ispirare la politica economica della Casa Bianca se Hillary fosse eletta presidente. Alla fine il Kentucky le ha dato un successo tanto risicato da dover temere il riconteggio. Sanders invece continua a vincere, con 8 punti di distacco in Oregon, non si ritira dalla corsa e punta sulla California, lo stato con più delegati, dove le primarie si terranno in giugno. Continua la lettura di Sanders vince, Clinton stenta