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La legge di Trump: internet veloce solo per i ricchi

Senza giornali

Perché stamani non troveremo i giornali in edicola. Per uno sciopero dei poligrafici cui hanno aderito in parte anche i giornalisti, almeno quelli di Repubblica. Contano sempre meno i lavoratori poligrafici, ed è conseguenza dell’evoluzione tecnologica che ha reso lontanissimi i tempi in cui buona parte della costruzione di un giornale si faceva in tipografia. Qualche editore li tratta ormai a pesci in faccia, come Caltagirone (il Gazzettino, il Mattino, il Messaggero) che ha cambiato il contratto di riferimento per un gruppo di loro. D’altra parte i giornalisti cominciano ad accorgersi come anche la concentrazione delle testate (Repubblica che assorbe Stampa e Secolo XIX) li metta in un piano inclinato che non si sa dove li porti. Dice al Fatto Giulio Anselmi, presidente dell’Ansa ed ex direttore dell’Espresso e della Stampa: “Se due giornali come Repubblica e la Stampa finiscono nello stesso gruppo vuol dire che i giornali pesano meno. Per i politici, si sa, meno giornali si hanno di fronte meglio è. Ai politici piace il rapporto diretto, senza intermediazioni: vedi Twitter, Internet, Facebook. Piace la televisione dove raramente vengono contraddetti….L’informazione non è considerata un bene comune ma uno strumento di potere”. Naturalmente parla così un giornalista che ha dato e ha avuto quasi tutto: molti altri si preoccupano di difendere i loro privilegi. E tacciono. Continua la lettura di Senza giornali