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Che pesce è Gentiloni

All’ombra di un Gentiloni e dentro l’urne. Lo chiamano Gentil Renzi (il Giornale) o Gentil clone (il Fatto Quotidiano), prevedono che il governo sarà inadeguato (si parla fra l’altro di un Alfano agli esteri!), temono che porti con sé “una brezza da prima Repubblica (Marcello Sorgi per la Stampa) o che venga impallinato “col fuoco amico” del Pd e di Renzi” (Massimo Franco per il Corriere). Andranno in piazza (la Lega) o diserteranno le Camere quando si voterà la fiducia (Movimento 5 Stelle), si mettono invece in coda per un ministero vedovi del Renzi (Lotti, Boschi, Calenda), traditori di Bersani e D’Alema (Finocchiaro, Minniti, Puglisi) e di Berlusconi (Verdini), Giannelli disegna Renzi tra le onde dei capelli del nuovo premier, come Mosè mentre passa il mar rosso. Luciana Castellina si stupisce della sua nuova fede renziana (“Era bravo, Paolo, da extraparlamentare), Francesco Rutelli si vanta di averlo ben educato (“Avrà l’empatia che è mancata a Matteo, Paolo non crea conflitti”). Nasce in fretta e a fatica il primo governo Gentiloni! Che fare? Domande e risposte, secondo me. Continua la lettura di Che pesce è Gentiloni

Il fronte “antirenziano”

Qual’è la notizia, oggi 19 aprile 2016? “Duello tra Merkel e Renzi sui fondi UE per i migranti”, Stampa? “Centinaia di morti in mare”, Corriere? “La mappa del non voto al referendum”, Repubblica? La notizia è che non c’è la notizia. Perché nel Belpaese rottamato manca una visione unitaria, manca un sentire condiviso. Cosa fare per i migranti? Intanto salvare dalla morte bambini, donne, giovani uomini, che hanno intrapreso il viaggio della speranza, e al tempo stesso provare a dismettere le guerre che ne provocano l’esodo? O invece “battere i pugni” a Berlino e a Bruxelles, non per contestare l’accordo della vergogna con la Turchia che perseguita i curdi, ma per strappare altri accordi similari con futuri leader di una Libia, non si sa come, pacificata? E sul referendum contro le trivelle? La notizia è, come dice Maria Elena Boschi al Corriere, “che ha provocato costi per tutti” e che il quesito andava interpretato così : “volete o non volete continuare a garantire 11mila posti di lavoro”. Oppure, come scrive Diamanti per Repubblica, la vera notizia è “che, con il contributo attivo del fronte anti-renziano, ci stiamo avviando verso un governo personale del premier”? Continua la lettura di Il fronte “antirenziano”