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Sulla spalla di Hillary

Attacco alla Germania, Kamikaze in nome dell’Isis, La Germania ha paura. Eccovi, a raffica, i titoli dei tre quotidiani più letti. Paura che ha trovato ieri un motivo in più: il siriano, con pulsioni suicide cui era stata respinta la richiesta d’asilo, era entrato a far parte dell’esercito del nemico, dello “Stato Islamico”, dell’anti mondializzazione radicale, che vuole distruggere ogni forma di civiltà, spegnere la musica, cancellare il sorriso dal volto dei bambini. Che restino solo obbedienza a dio e al califfo, paura, vendetta su chi ancora ama qualcuno. La paura si mescola con la politica: è Angela Merkel che li ha lasciati entrare in Germania, quanti di quei profughi erano (e sono) potenziali terroristi, perché se gli si nega l’asilo non li si caccia subito? Sia detto: l’aver ritrovato il nemico – il terrorismo islamico – è persino consolante, ci mette da una parte della trincea, consente di accusare i nostri generali presunti felloni. La strage di Monaco ad opera di un diciottenne forse vittima di bullismo, aiutato e forse ispirato da un sedicenne,non sembrava invece avere un senso, lasciava l’angoscia nell’aria, non riusciva a trasformarla in rabbia, in dissenso e protesta. Daesh c’è per questo. Tra Siria e Iraq, vende petrolio, riscuote il pizzo, traffica in opere d’arte, consuma viagra e psicofarmaci per trasformare amputazioni, sangue e stupri nelle immagini di un videogioco. Oltre il recinto, catalizza la paura. Da quella paura succhia forza e nuove vite. Continua la lettura di Sulla spalla di Hillary

Il nostro problema è Hillary

Ci vorrebbe un Trump italiano. Meglio un Erdogan de noantri. Altan coglie ancora nel segno: la scia di morti, provocata dal terrorismo islamico o dall’americanizzazione della violenza, mette a nudo la gracilità del nostro mondo e suggerisce che un equilibrio si stia rompendo. Il ceto medio diventa pessimista, in ragione dell’insicurezza, della debole crescita e della stagnazione. Cresce la contestazione di chi sta in alto, della “casta”, dell’1% che decide mentre il 99% subisce. Le conquiste civili, i diritti, le libertà cominciano ad apparire un lusso. Aumenta la domanda di protezione e la disponibilità a pagare un prezzo per ottenerla.
Ultime dalla Germania. Ieri sera un profugo siriano si è fatto esplodere a 60 chilometri da Norimberga durante un concerto all’aperto, ma per fortuna prima che superasse i controlli. È morto e ha ferito 12 persone, 3 in gravi condizioni. Il ministro dell’interno della Baviera ha subito parlato di “terrorismo islamico” e forse si prepara a contestare il governo centrale che a quel siriano avrebbe negato l’asilo ma senza accompagnarlo ai confini. Continua la lettura di Il nostro problema è Hillary