Archivi tag: ddl Cirinnà

Unioni difficili

Unioni: dietrofront di M5S, stop dei 5 Stelle, sgambetto di Grillo. Così è se vi pare. Ieri sera il senatore Airola ha spiegato che il movimento era per le unioni civili ma poiché la Lega si era detta disponibile a ritirare 4.500 dei 5mila emendamenti presentati, non avrebbe votato “il canguro” Marchini, l’emendamento premissivo che, falciando emendamenti e dibattito, avrebbe evitato che il Pd si dividesse in aula mettendo al sicuro lo scheletro della legge Cirinnà. I giornali, tutti i giornali, presentano “la mossa” come un espediente politicista, imposto ai senatori dal direttorio e da Casaleggio. Lo scopo: a) non aiutare il Pd a risolvere le sue contraddizioni; b) intercettare il voto moderato di chi si è ormai convinto che la stepchild adoption ( la possibilità di adottare il figlio biologico del convivente omosessuale) sgretolerebbe la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna. A questo punto Loredana De Petris, Sel-Sinistra Italiana, chiede la sospensione: votano a favore Pd, parte del gruppo misto, Verdini e i suoi, e si rinvia. Continua la lettura di Unioni difficili

Il mondo che verrà

Strage, terrore e morte, bombe su scuole e ospedali, ecco un titolo dei titoli di Repubblica, Corriere e Stampa. Ad ammazzare bambini e infermieri nei pressi di Aleppo sarebbero state bombe russe, che non sono intelligenti ma “stupide”, spiega Repubblica, nel senso che falciano tutta la vita che sta di sotto, che sono “chirurgiche”, scrive il manifesto, nel senso che colpiscono i chirurghi di Medici senza Frontiere. Le Monde, giornale del pomeriggio, che dunque ha “chiuso” prima della strage, prima di vedere i feriti di Mara’at sbalzati in aria con le flebo in vena, e i soccorritori spianati da altre bombe, titola: “Siria, l’Europa impotente di fronte a Putin”. Massimo Gaggi, del Corriere, spiega oggi che “Putin approfitta dei calcoli (sbagliati) di Obama”. L’America, distratta dalle primarie, attenderebbe che i colpi messi a segno da Mosca (la conquista del Donbass in Ucraina, i bombardamenti a tappeto in Siria) ritornino come un boomerang in faccia a Mosca. Aspettando, le notizie dal fronte – con i turchi che bombardando i curdi siriani – rendono più probabile e più vicino lo scontro diretto tra Nato e Russia, quello scontro che la telefonata di ieri l’altro tra Obama e Putin avrebbe voluto scongiurare. Mi chiedo con angoscia cosa vogliano americani ed europei, quale linea persegua la famosa comunità internazionale? Continua la lettura di Il mondo che verrà

Guerra (non tanto) fredda

I turchi attaccano i curdi in Siria. Obama e Putin cercano il disgelo, Corriere della Sera. “Obama a Putin: stop ai bombardamenti in Siria”, Repubblica. “Damasco: le truppe turche ci invadono”, la Stampa. Tre facce della stessa realtà. Gli americani contano sulle milizie curde, siriane e irachene, per strappare Raqqa al califfato, ma i turchi le bombardano le postazioni curde con l’artiglieria: temono lo stato curdo più dello stato islamico. Russi, Hezbollah, esercito di Assad stanno per prendere Aleppo, ma così facendo spingono decine di migliaia di sunniti, che hanno sostenuto – o tollerato – le milizie islamiche, a fuggire verso la Turchia, la quale minaccia di scaricarli tutti in Europa: ecco Obama chiede a Putin di non bombardare Aleppo e Financial Times titola “L’Occidente accusa i russi di usare i profughi come un’arma”. A sua volta il governo di Damasco (Assad, Alawiti, cristiani che temono i sunniti islamisti) denuncia l’intenzione saudita e turca di invadere il paese. Continua la lettura di Guerra (non tanto) fredda

Al Sisi, Assad e altri mostri

Regeni preso e torturato per i contatti sul cellulare. Il Corriere apre così, con il martirio del ricercatore e giornalista in Italiano. “Il nome dei veri responsabili – scrive Sergio Romano – rimarrà un segreto di Stato e le circostanze della morte difficilmente ricostruibili”. Dunque? Romano concede che – nell’attuale contesto internazionale – l’Italia non può andare in fondo, non può spingersi fino a rompere le relazioni diplomatiche con l’Egitto di Al Sisi, ma aggiunge: “Oggi più che mai abbiamo il diritto di dire al Cairo che non si vince una guerra, sia pure contro il peggiore e il più crudele dei nemici, senza il sostegno dalla pubblica opinione. È una legge democratica a cui neppure l’Egitto può sottrarsi”. “Far finta di nulla – scrive Lucio Caracciolo su Repubblica – sarebbe intollerabile mancanza di rispetto non solo per la memoria di Giulio Regeni e per la sua famiglia, ma per l’Italia. Nessun paese può accettare che un suo cittadino sia rapito e massacrato dalla polizia di un altro Stato fermandosi alle proteste verbali. Se lo facesse, perderebbe ogni credibilità come partner politico ed economico”. La parola tocca governo, che dovrebbe evitare la lingua di pezza! Continua la lettura di Al Sisi, Assad e altri mostri

Offresi coscienza in affitto

Offresi coscienza in affitto. Coscienza, capite, non utero! Altan colpisce per la sua magistrale capacità di connettere, di far convergere rette che sembravano parallele, svelando che l’universo della politica è curvo e non piano. Ieri il presidente del Senato, Grasso, ha imposto che il voto per non procedere all’esame degli articoli della legge Cirinnà fosse palese, non segreto. Lo ha deciso – ha spiegato – perché la legge parla di “unioni civili”, “formazione sociale specifica” e dunque si muove pienamente nell’ambito dell’articolo 2 della Costituzione, “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità” e non investe l’articolo 29, “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Le pregiudiziali sono così state respinte da una maggioranza molto ampia: 195 contro 101. Sembrava fatta per le unioni civili, ma subito dopo si è riunita la conferenza dei capi gruppo, su richiesta di Zanda, e ha deciso di diluire nel tempo l’esame del ddl Cirinnà: primo appuntamento martedì 16, poi una sospensione per parlare del consiglio europeo, poi forse un’altra pausa per ratificare un decreto legge che scade il 28 febbraio; insomma, per quel che capisco, l’approvazione in prima lettura slitta a marzo. Continua la lettura di Offresi coscienza in affitto

Tra Europa e Cirinnà

M5S: votiamo solo la Cirinnà, Repubblica. “Unioni civili: le condizioni di M5S”, Corriere. I due titoli indicano che c’è una maggioranza, persino ampia, in Senato per riconoscere qualche diritto alle coppie omosessuali. Persino il diritto per il partner di adottare il figlio biologico del convivente. Certo il Giornale titola “Possibili danni sui figli” (per le “adozioni gay”), riprendendo una dichiarazione di tal Giovanni Corsello, presidente dell’associazione di pediatria. Anche Repubblica ne dà conto, ma contrapponendogli dichiarazioni di senso opposto che verrebbero degli “psichiatri”. Mi pare una polemica già stanca. Cosa propone infatti “il pediatra”? Che il figlio venga tolto al genitore dacché egli convive con persona del suo stesso sesso? E a chi affidarlo poi il bambino, a un istituto religioso? La possibilità di adottare il figlio del partner serve semmai a riconoscere una situazione di fatto, a non far sentire quel figlio un paria. Chi sono i tuoi genitori? Gli chiedono a scuola. “Ne ho uno – risponde – poi c’è a casa un suo amico (o una sua amica)”. Continua la lettura di Tra Europa e Cirinnà

Aristotele versus Machiavelli

Lento disgelo e prove di pace, per Corriere e Repubblica. Per la Stampa, “Berlino gela Roma sui conti pubblici”. Per il manifesto Renzi “sbatte sul muro”. Secondo il Giornale “fa flop: non incassa la flessibilità e cede pure sull’immigrazione”. I cronisti cercano di interpretare il non detto: “Matteo fa lo splendido dissimulatore dinanzi agli sguardi di pietra di Angela”, scrive il Feltri della Stampa, Giannelli mostra cancelliera e premier scarmigliati, come dopo una rissa, ma che rassicurano: “l’incontro è andato benissimo”. Come scrivevo ieri, tutto era scritto. Flessibilità: silenzio della Merkel, presunta neutralità nel match con la commissione, che vuol dire “sbrigatevela con loro”. Sui soldi alla Turchia per tenersi i migranti, Renzi ha ceduto ma in cambio Merkel ha detto di voler inglobare l’Italia nel gruppo dei paesi fondatori, quelli che vorrebbero salvare Schengen. Continua la lettura di Aristotele versus Machiavelli

Di furbizia si muore

L’effetto auto scuote le borse, Corriere. Renault meno 10%, Fiat Chrysler meno 8%: Renault per via di perquisizioni alla ricerca di una truffa analoga a quella Volkswagen – gli impianti tarocchi non sono stati scoperti ma è confermato lo “sforamento” dai limiti imposti alle emissioni civili -, Fiat Chrysler perché un distributore americano la ha accusata di avergli fatto truccare i dati sulle vendite. L’auto è in crisi perché non ha più senso – né ci sono le condizioni per – puntare sul rilancio impetuoso di consumi individuali e inquinanti. In Russia già si vendono meno utilitarie perché costano troppo. Così l’industria dell’auto svaluta i salari, punta sul marketing, addomestica i dati sull’inquinamento. Finché dura. Se penso che l’italica “ripresina” è stata trainata proprio dalle sostituzioni delle vecchie auto di famiglia – dopo anni nei quali non ci si azzardava a cambiarle – mi vengono i brividi. Da gufo, saggio. Continua la lettura di Di furbizia si muore