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Il Papa ruba la scena

Il Papa ha rubato la scena! Alla politica, alla tribuna referendaria, alle quotidiane esternazioni del Renzi. “Il Papa e l’aborto: sì al perdono per donne e medici”, titola Repubblica. “Aborto, il perdono del Papa”, Corriere. La scelta di Bergoglio risalta ancora di più se si pensa a quel che ha detto nelle stesse ore il patriarca di Mosca Kiril, il quale, ricorda Massimo Franco, ha paragonato i matrimoni omosessuali “quasi alle leggi naziste”. Beninteso per il Papa la vita resta “dono di dio” e per nessun (buon) motivo gli uomini possono interromperla, né quando si sta formando né quando si sta per spegnersi nel dolore. Tuttavia Francesco non vuol umiliare la donna, riducendola a semplice mezzo della riproduzione. Come quel vescovo brasiliano – citato da Vito Mancuso – che “scomunicò la madre e i medici che avevano fatto abortire una bambina di soli 9 anni, incinta a seguito delle violenze del patrigno e che rischiava la vita anche per il fatto che si sarebbe trattato di un parto gemellare”. Bergoglio spezza la sua lancia e usa la sua voce per una religione che vorrebbe essere trionfo di un nuovo umanesimo. Contro la tentazione, che si manifesta nei proclami di Le Pen in Francia, dei NeoCon in America, di Orban in Ungheria, di reagire alla confusione del mondo moderno solo con la liturgia ecclesiale, fatta obbedienza e sottomissione, di ossequio ma non di misericordia. Senza solidarietà con chi soffre né fiducia nell’uomo. Continua la lettura di Il Papa ruba la scena

Loro in campo, noi a fare il tifo

Domani la Grecia vota per noi. E la domanda non è se restare in Europa o andare alla deriva verso la Russia. La vera domanda, girata da Tsipras agli elettori greci, è se il governo tedesco dell’Europa possa essere mitigato, bilanciato, indotto a ragionare. O se invece non resti che essere i più diligenti, quelli che fanno meglio i compiti a casa e ricevono in cambio stima, carezze e favori. Domenica Atene vota e noi tutti in Italia prendiamo partito, politici e giornalisti.

 

Per il sì (al governo tedesco). “Grecia nel caos, finiti i soldi”, titolone del Corriere. L’inviato, Federico Fubini, scrive di un referendum farlocco: poco tempo ai Greci per decidere, troppe 9 pagine di testo, e c’era un no all’inizio non tradotto dall’inglese che cambiava il senso. Dunque, sì. “Per dimostrare che la ricetta della Troika non ha funzionato, il governo Tsipras ha ridotto la Grecia molto peggio”. Stefano Lepri sulla Stampa non vede l’ora che il governo greco vada a casa: sì. Quel “Fronte del no che attraversa l’Europa – scrive Folli, Repubblica – “la Francia di Marine Le Pen, la Gran Bretagna di Nigel Farage, la Spagna di Podemos, tutti nemici non solo dell’Europa tedesca ma dell’Unione in quanto tale. In Italia Grillo e Salvini”. Meglio votare sì!

 

Per il no (ai diktat). Arriva sul sole24Ore il no di Krugman, “perché la troika sta chiedendo che le politiche applicate negli ultimi cinque anni proseguano a tempo indefinito” e “ha fatto al primo ministro Alexis Tsipras un’offerta che il premier greco non poteva accettare”. No! No anche di Adriano Prosperi che su Republica se la prende con le falsificazione dei media. “Assistiamo a episodi perfino grotteschi, come quello dell’inviato Rai che intervista cinque greci e vedi caso, scopre che tutt’e cinque sono decisi a votare sì…o alla stampa tedesca che insulta Variufakis per come si veste. Tutti i capi di governo si sono schierati in maniera massiccia per il sì e contro Tsipras fin dal primo giorno. I media si sono uniformati”. Perciò, no. Fortissimamente no: il manifesto, pubblica la foto dei 25mila con Tsipras in piazza Syntagma e titola “l’Europa siamo noi”, No “al quarto Reich della Merkel” scrive Sallusti, Giornale, ma sì alla Grecia che paghi i debiti o si tolga dai piedi.

 

E se votassimo anche noi? Secondo Pagnoncelli il 51% direbbe sì all’Unione”, e fra gli elettori del Pd questa percentuale salirebbe all’83 per cento. In sintonia con Renzi, il quale, secondo Verderami, “ha dovuto accettare l’alleanza a trazione tedesca per frenare le forze antisistema”. “Chiunque si fosse sfilato – parola di Renzi – avrebbe decretato la fine dell’Europa”. Risponde Fassina sul manifesto “Renzi è completamente schiacciato sulla Germania” e “c’è il rischio che la funzione progressiva svolta dal socialismo europeo nel 900”. Quello di Tsipras – fa eco Dattore – “è il gesto di sfida più eversivo rispetto all’ortodossia post democratica che regna a Bruxelles”.

 

Le altre notizie in breve. Bergoglio riprende la lezione di Ratzinger: “no a leader a vita( neanche nella chiesa): il potere porta alla vanità e fa sentire onnipotenti”. “B. sprofonda nelle intercettazioni tra sodomie e nuove minorenni”, titolo del Fatto ma Repubblica segue. Il governo riavvia per decreto Fincantieri a Monfalcone e tiene acceso l’altoforno dell’Ilva di Taranto. Un’ inchiesta ipotizza un collusioni tra  camorra e cooperative “rosse” e indaga su Lorenzo Diana, ex senatore Pd e già “simbolo” in Campania dell’antimafia.