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O loro o l’apocalisse?

Manovra da 24 miliardi e mezzo. È il titolo centrale del Corriere e della Stampa. Il Sole24 ore entra nel dettaglio: 13.3 miliardi in deficit, 8.5 di nuove entrate. Il deficit deve essere autorizzato da Bruxelles, le entrate vogliono dire nuove tasse e condoni. Quanto alla crescita dell’1% prevista dal tesoro, l’ufficio parlamentare del bilancio non se la sente di confermarla. Dunque dice No, anche se aggiunge che il suo parere non vincola il governo. Padoan ha fatto quel che poteva, stretto fra l’incudine di Renzi (bisogna spendere, anche per provare a vincere il referendum) e il martello tedesco (chiedete flessibilità per far crescere la spesa, non per risanare). Forse non è un libro dei sogni, certo una manovra piena di incognite. Continua la lettura di O loro o l’apocalisse?

Renzi come padre Pio

Lo hanno torturato ucciso perché non ha fatto i nomi. Dei sindacalisti che aveva incontrato, degli oppositori del regime, degli egiziani che non si sono rassegnati a camminare a testa bassa. Nomi che la polizia di Al Sisi conosceva o poteva intuire. Ma che era importante far confessare a Giulio Regeni, perché tutti sapessero, grazie al tam tam di radio spia o di radio polizia segreta, che “aveva cantato” e che dunque non conviene parlare con lo straniero, che è pericoloso farsi vedere dal giornalista italiano perché questi, prima o poi, cede al potere e ti consegna. Perché reprimere il pensiero non si può, impedire ogni lotta, ogni anelito di ribellione è molto difficile, ma si possono costruire cortine, muri di diffidenza tra le persone, si può soffocare la comunicazione e impedire che le notizie circolino, che facciano massa, e permettano così al ribelle potenziale di guadagnare fiducia sentendosi meno solo. La battaglia sull’informazione è spietata, perché una informazione libera nega alla radice un regime, lo minaccia nella sua sostanza. Ora che il guaio è fatto – e chissà se una denuncia più tempestiva della sparizione di Giulio, accusandone senza infingimenti la polizia di Al Sisi, non avrebbe scongiurato questo epilogo – gli egiziani arrestano “due sospetti” ma negano la trama che li ha armati, le ragioni per cui hanno ucciso. E sta a noi italiani, dall’ambasciatore, al premier, rifiutare con sdegno queste bugie e tali infamie. In memoria di Giulio. Continua la lettura di Renzi come padre Pio