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Il passato che ritorna

Prigionieri del passato. Ieri, a scrutinio segreto, il Senato ha negato l’uso di certe intercettazioni tra Berlusconi e le olgettine. Ieri il presidente emerito Napolitano ha detto al Foglio che bisogna cambiare la legge elettorale, eliminare il turno di ballottaggio e firmare “un nuovo patto per l’Italia” fra destra e sinistra. Ieri ricorreva il quindicesimo anniversario dell’assassinio di Carlo Giuliani durante i moti contro il G8 di Genova, che si conclusero con l’umiliazione e la tortura di centinaia di manifestanti all’interno della scuola Diaz e poi rinchiusi nella caserma Bolzaneto. Cosa hanno in comune questi tre eventi? Mostrano come in Italia il passato non muoia, ma restiamo a lungo prigionieri di errori, bugie e omissioni. Continua la lettura di Il passato che ritorna

Il giudice e la politica

Caffè ristretto, stamani perché sono in partenza per Venezia, iniziativa sul referendum con Casson, e poi per Parigi, per provare a capire qualcosa del movimento Nuits Debout. Ristretto, anche per la povertà di temi offerti dai giornali in edicola. Renzi Merkel? D’accordo nel criticare l’Austria per il muro di filo spinato che vuol costruire al Brennero, in disaccordo, educato, sulla questione degli Eurobond per finanziare il contrasto all’immigrazione clandestina e la selezione dei profughi prima che sbarchino nei paesi dell’Europa del sud.

Erdogan si sbarazza del suo premier e la Turchia vira verso un sistema quasi dittatoriale. Le ragioni del dissenso con Davutoglu sono presto dette: Erdogan vuole una svolta presidenziale e una repressione ancora più dura contro la minoranza curda. Ha già imposto il bavaglio a giornali e giornalisti. Fino a che punto potrà andare? L’esercito è con lui? Certo, come nota El Pais, a pagare per questa svolta, oltre ai Curdi, saranno i profughi che arrivano dalla Siria. Già sono – e ancor più diventeranno – palla di cannone del tentativo di compiere la svolta autoritaria. L’Europa – vale la pena ricordarlo – dà 6 miliardi alla Turchia di Erdogan, che considera “paese terzo sicuro dove si possono gestire profughi e migranti irregolari”. Continua la lettura di Il giudice e la politica