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Trump è nei guai

“Migranti è scontro con l’est”, titola il Corriere. Si è saldato il fronte dei paesi – meglio sarebbe dire dei “regimi” – percorsi da pulsioni autoritarie e xenofobe, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, e si è saldato contro l’Italia. Non vogliono accogliere nemmeno uno dei profughi che hanno diritto all’asilo, chiedono all’Italia di buttarli in mare, o di trasformare Lampedusa in un lager, un’isola maledetta per dannati senza speranza. Continua la lettura di Trump è nei guai

Che la festa cominci. A Washington

Manovra fantasy fino a dicembre. La stangata arriva l’anno prossimo. Così “gufa” il Fatto Quotidiano. Il titolo di Repubblica somiglia invece a un grido di giubilo: “Addio a Equitalia, sconti sulle cartelle. Più soldi per pensioni e sanità”. La Stampa sceglie di spiegare un pezzo della manovra. “Renzi: scioglianmo Equitalia. Multe e tasse senza sanzioni”. Il Corriere avverte: “Manovra da 27 miliardi”. Insomma, l’affare si ingrossa.

Proviamo a capire che cosa questa finanziaria dia e come intenda trovare i fondi. Per le imprese: riduzione di 3 punti dell’Ires, premi di produttività detassati, facilitazioni per chi paga i dipendenti con azioni o pensioni integrative, decontribuzione a chi assume o stabilizza apprendisti, sostegno a chi investe in tecnologia e beni strumentali. Non credo che ciò libererà 20 miliardi di investimenti – come dice Confindustria – ma non è poco quelli che il governo concede, e non è male che abbia rinunciati agli aiuti “a pioggia”. Continua la lettura di Che la festa cominci. A Washington

Plana l’incertezza

Unioni civili, Renzi non si metterà di traverso, il succo è questo. Contata la piazza del family day, constatate le divisioni nella chiesa – che vengono in luce nella polemica del giorno dopo su chi possa attribuirsi “il merito” di aver riempito il circo massimo -, il presidente del consiglio e segretario del partito di maggioranza ha deciso di non decidere. Per chi vuole la legge compromesso e pensa che sia sempre meglio che nessuna legge, è una buona notizia. Vediamo. Stampa ricorda l’incognita “dei voti in Parlamento”, Corriere assicura “niente stralci sulle adozioni” e Repubblica vede “un patto Pd-M5S sulla legge”. Il verbo del premier affidato alla retroscenista del Corriere: “La politica deve assumersi la responsabilità di decidere”. La politica, non Matteo Renzi. Dunque decida la politica, decida il Parlamento, con il rischio – avverte la Meli – che il voto segreto consenta “ai grillini e alla minoranza interna di dare un colpo a Renzi, bocciando le «stepchild adoption» senza metterci la faccia”. Risponde su Repubblica Giovanna Casadio: “I grillini considerano la legge Cirinnà irrinunciabile e sono pronti a votarla anche se dovesse subire modifiche significative”. Dunque, patto Pd-M5S. Continua la lettura di Plana l’incertezza