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I believe in fairies

La battaglia del quorum, scrive Repubblica. Oggi 26 milioni di italiani dovrebbero andare a votare anche se né Rai né Mediaset li hanno informati, anche se tutti i grandi giornali hanno sostenuto che il referendum non era importante suggerendo che si trattasse di un costoso regolamento di conti tra politici di professione, anche se l’inquilino di palazzo chigi continua a promettere bonus per i diciottenni, bonus per i pensionati poveri, ora anche la riduzione delle tasse per tutti, anche se la gran parte della classe dirigente nasconde quanto sia debole e provvisoria la ripresa in Italia, anche se si ode ovunque lo slogan “non disturbare il manovratore” che è sempre meglio di Razzi e Scilipoti e dei senatori, vil razza dannata. Continua la lettura di I believe in fairies

Un papa e un premier

Un aperitivo rapido al posto del caffè! “Non siete soli”, dice il Papa ai profughi ammassati a Lesbo, poi alza la voce: “L’Europa mostri solidarietà e rispetto”. Che differenza con l’enfasi dei quotidiani in edicola, che celebrano lo statista Renzi. “Migranti. Avviso all’Austria”, Corriere. “Renzi sfida la Ue: soldi a chi frena le partenze”, Stampa”.

“Eurobond ai paesi africani”, scrive Repubblica. Beninteso, se Renzi dice che bisogna investire in Africa, che bisogna aiutare chi si prenda il compito di regolare il flusso migratorio il più vicino possibile dai paesi che i profughi sono costretti a lasciare, io sono d’accordo con lui. I guai vengono subito sopra o subito sotto il titolo gridato: Soldi alla Siria come alla Turchia, il deal è questo? Continua la lettura di Un papa e un premier

Testa o croce? Purchè si voti

Una bufala il referendum, Repubblica. “Attacco di Renzi”, Corriere. Non ha resistito, tutti i suoi interpreti, collaboratori e retroscenisti avevano inteso che il premier volesse fare un (temporaneo) passo indietro: profilo istituzionale, bonus per tutti (o quasi), de-personalizzazione del referendum sulle riforme istituzionali, dialogo con Prodi (sulla Libia). Invece è tornato alla carica: sospinto da Napolitano, ha invitato gli italiani a non andare a votare domenica nel referendum sulla reiterazione (automatica) delle concessioni estrattive entro le 12 miglia dalla costa. Insomma sulle trivelle. Perché lo ha fatto? Non posso che ripetermi, anche se so che qualcuno di voi mi impalerà (come faceva coi nemici Vlad III voivoda di Lavacchia, Dracula). Perché quest’uomo non è stabile. Anche se comprende che sarebbe meglio cambiare argomenti e stile di governo, se poi vede la possibilità di passare in forza, di spianare qualche avversario e di uscirne (momentaneamente) trionfante, non resiste. Un ragazzo che sta perdendo la partita e va via con la palla: è mia. Un uomo politico che, dopo aver ascoltato gente per bene del suo partito (come il senatore Tocci) ammette a Porta a Porta che la riforma della scuola va in parte ripensata, ma il giorno dopo vede la possibilità di strappare il provvedimento alla commissione cultura, di passare in forza in aula, di umiliare senato e minoranza e questo fa. Un premier che ieri forse temeva di finire come Craxi, quando nel 91 pronunciò il suo “tutti al mare” e gli italiani invece andarono a votare, ma oggi decide di trasformare l’astensione – se ci sarà, anche grazie al difetto di informazione – in una vittoria nella prospettiva del referendum d’ottobre. E lo fa. Continua la lettura di Testa o croce? Purchè si voti

Tempa Rossa non avrai il mio scalpo

Tempa Rossa, il mistero dell’emendamento sparito, è il titolo del servizio di Fiorenza Saracini sul Corriere. Sì, quell’emendamento dal sicuro valore “strategico”, quello che sbloccava i lavori della Total, che il premier giura di avere scritto di suo pugno, dove è finito? Misteriosamente scomparso dalla legge di stabilità del 2016. Caduta la Guidi, condannati a Potenza alcuni dirigenti della Total, quell’emendamento si è perso. Anche il “marito” – ricordate, così la ministra definiva il suo compagno in una lettera al Corriere di qualche giorno fa – non è più tale: Federica Guidi “sta verificando il ruolo di Giancarlo Gemelli, padre di suo figlio ma con il quale non ha mai convissuto”, scrive l’Ansa. “Guidi scarica il suo compagno”, conclude la Stampa. Mentre fra Matteo e Maria Elena, sorrisi e punture di spillo. Il premier, dopo l’intervista alla Stampa nella quale Boschi lamentava l’accanimento dei “poteri forti” (leggi Bankitalia) contro la sua famiglia, aveva preso le distanze con il suo solito sarcasmo: “non credo più al gomplotto dai tempi di Biscardi”. Continua la lettura di Tempa Rossa non avrai il mio scalpo