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Russia, Iran, Cina

Un fagotto di notizie che non commenterò. Dal burkini in spiaggia a Salvini travestito da poliziotto, dal sommergibile tricolore a caccia di terroristi (presumo, con scafandro e bombola) a Trump “tirato per i capelli”. Altri, più autorevoli, vi delizieranno con tutto questo dalle pagine dei giornali tornati in edicola. D’altra parte è ancora estate! Ieri stavo per sbarcare su un’isola vicina e già un cacciatore di ospiti, ragguagliato non so da chi, mi prenotava per un “collegamento dall’isola” e su questioni isolane, di cui nulla so. Beninteso, niente di scandaloso o di inconsueto: sul tuffo che ha consentito alla Miller di tagliare prima il traguardo dei 400 metri o sul pensiero d’argento di Rachele per la sua Diletta, ne sono state dette e scritte di ogni colore. È la crisi, bellezza. Un giornale politico non si finanzia più solo con gli abbonamenti o l’obolo dei lettori in edicola: lo ho constatato con Left, piccolo settimanale corsaro, ma non diversa è la lezione che viene dall’Espresso, storico settimanale che sarà venduto come supplemento di Repubblica. Dunque, per provare a campare, si mette nell’informazione “di tutto di più”. Slogan che alla Rai non ha portato fortuna. Ma chissà. Continua la lettura di Russia, Iran, Cina

O tempora, o mores!

Le bugie vengono a galla. “Ci sono voluti – scrive Roberto Toscano su Repubblica – 7 anni, 12 volumi, più di 2 milioni e mezzo di parole, quante ne ha scritte Tolstoj in Guerra e Pace (ha calcolato il New York Times), per stabilire, infine, che l’invasione dell’Iraq voluta da Bush Jr, con Tony Blair al suo fianco, era non solo inutile, ma anche disastrosa”. Può darsi che non ve ne ricordiate: tutta la stampa internazionale ed italiana ritenne, allora, che la guerra fosse inevitabile. Anche noi italiani andammo in Iraq (by Berlusconi) e 19 soldati persero poi la vita nell’attentato di Nāsiriya. Eppure già nel 2003 era evidente come la guerra fosse illegale (l’Onu non l’aveva autorizzata), come Saddam non fosse un pericolo diretto per inglesi e americani (non possedeva armi di distruzione di massa), come ci fossero strade diverse dalla guerra per sbarazzarsi del regime iracheno (Pannella li indicò con chiarezza). Sono cose che ho detto e che ho scritto dall’America (dal 2003 al 2006), sentendo intorno il silenzio infastidito (se non il disprezzo) dei politici ma anche dei grandi giornalisti di allora, che sono grandi ancora. Guerra e Pace, di Tolstoy-Chilcot, restituisce la verità. Finalmente. Continua la lettura di O tempora, o mores!