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Ufficiale: la ripresa non c’è

Ora sappiamo perché! Sappiamo perché Matteo Renzi si gioca l’osso del collo sul referendum d’ottobre, perché non vuole che si parli d’altro da qui ad allora. Ce lo dice Confindustria: “La ripresa non c’è!”. Tutte balle: le magnifiche sorti e progressive del jobs act, dell’abolizione dell’articolo 18, gli incentivi agli imprenditori, gli sgravi che comunque affondano i conti dell’Inps. Niente è servito. Confindustria scopre che il nodo è “la produttività che non cresce”, sono le dimensioni inadeguate delle imprese, persino una certa tendenza tra gli affiliati di Confindustria al Carpe Diem, a tirare a campare senza preoccuparsi del futuro. Ecco che, di due anni e tre mesi di governo Renzi, resta solo la riforma Boschi del Senato e la legge elettorale “perfetta”, l’Italicum che serve a far vincere alla fine uno solo. Continua la lettura di Ufficiale: la ripresa non c’è

La frana

Un barcone rovesciato, i bambini tirati via per i capelli dalla morte in mare. Un tratto del lungarno che cede, che sprofonda per oltre tre metri non lontano da Ponte Vecchio. Sono le immagini di oggi, le notizie della nostra impotenza. Si sapeva che gli sbarchi sarebbero ripresi, con il mare calmo e la chiusura della rotta dei Balcani. Si sa che non spendiamo abbastanza per la conservazione dei capolavori che abbiamo ereditato, della terra antica e fragile su cui abbiamo la fortuna di vivere. Colpa del sindaco di Firenze, Nardella, come suggeriscono il manifesto – titolo “La frana!” – e il Giornale, titolo “La rottamazione di Renzi”? Merito dei marinai italiani, che sono comunque riusciti a salvare 562 migranti, come scrivono Stampa, Corriere, Repubblica? Io sento l’inadeguatezza della classe dirigente allargata: politici, imprenditori, professori d’università, giornalisti. Credo che il mercato non ci salverà, non fermerà i migranti umiliandoli, lasciandone morire migliaia e salvandone altri per il rotto della cuffia, ma poi spedendoli lontano, non si sa dove, perché chi vota non li veda e continui a votare, o non voti ma se ne resti tranquillo a casa. Il mercato non può buttare tutti quei soldi che servirebbero per evitare crolli come quello del lungarno, perché sono soldi che non rendono subito, investimenti che non si ammortizzano per anni. Continua la lettura di La frana