Archivi tag: Nuits Debout

Io dissidente

La Terza Via contro i Parlamenti. Sono due scelte gemelle: la fiducia chiesta da Maria Elena Boschi sulle unioni civili e l’imposizione del Jobs act alla francese con l’articolo 49.3 della costituzione gollista. Nel primo caso, nonostante il governo Renzi potesse in teoria dormire sonni tranquilli grazie all’ampio margine che gli concede alla Camera il premio di maggioranza, si è preferito non riaprire una doppia ferita: con la chiesa cattolica che ritiene le unioni troppo simili al matrimonio e con chi invece trova umiliante che si impedisca a un omosessuale di adottare il figlio del partner. In Francia, Nuits Debout e sindacati stavano contestando la più ampia facoltà di licenziare concessa agli imprenditori “per motivi economici” e la riduzione del costo degli straordinari per le imprese. Ecco che Hollande ha scelto di evitare il confronto all’Assemblée Nationale e ricorrendo all’articolo 49.3 – che considera già approvata una legge fortemente sostenuta dall’esecutivo a meno che le opposizioni non sfiducino il governo – ha bypassato le opposizioni e il malumore nel PS. Sia Hollande che Renzi considerano ormai il Parlamento un ingombro, affermano l’autonomia del politico e rivendicano che possa esistere, che debba esistere, un rapporto diretto governo-popolo. D’altra parte è super gollista l’uso che il nostro premier vuol fare del referendum costituzionale, quando lo riduce a una antinomia; popolo del Sì contro No dei politicanti. Continua la lettura di Io dissidente

Todos caballeros

Todos caballeros. Se anche il sindaco 5 Stelle di Livorno finisce indagato per “bancarotta fraudolenta”, vuol dire che rubano tutti e che quindi, in un certo senso, non ruba nessuno? Non credo che sia così. Lasciatemi dire, per prima cosa, che i 5 Stelle se la meritano questa tegola sulla testa. Il loro racconto della corruzione non sta in piedi: “noi puri, versiamo 2500 euro dell’indennità parlamentare, gli altri ladri”, “noi protetti dalle regole del movimento, gli altri corrivi”. Ma che vuol dire? Ma quali regole del movimento? Pare che questo sindaco di Livorno, inesperto – se volete, impreparato – e con poco feeling con la gente, abbia dovuto decidere se approvare il bilancio dell’azienda rifiuti lasciatogli in eredità dalla precedente amministrazione, e se assumere 35 precari che si trovava già là. L’ha fatto, poi, dopo uno sciopero degli spazzini, che ha trasformato Livorno in una discarica, ha chiesto il concordato preventivo e portato i libri in tribunali. Secondo le regole del movimento, direbbe lui. Ma le leggi suggeriscono che quelle assunzioni e quella approvazione configurano lo stesso reato eventualmente commesso dai precedenti amministratori del Pd: bancarotta fraudolenta. Continua la lettura di Todos caballeros

Il giudice e la politica

Caffè ristretto, stamani perché sono in partenza per Venezia, iniziativa sul referendum con Casson, e poi per Parigi, per provare a capire qualcosa del movimento Nuits Debout. Ristretto, anche per la povertà di temi offerti dai giornali in edicola. Renzi Merkel? D’accordo nel criticare l’Austria per il muro di filo spinato che vuol costruire al Brennero, in disaccordo, educato, sulla questione degli Eurobond per finanziare il contrasto all’immigrazione clandestina e la selezione dei profughi prima che sbarchino nei paesi dell’Europa del sud.

Erdogan si sbarazza del suo premier e la Turchia vira verso un sistema quasi dittatoriale. Le ragioni del dissenso con Davutoglu sono presto dette: Erdogan vuole una svolta presidenziale e una repressione ancora più dura contro la minoranza curda. Ha già imposto il bavaglio a giornali e giornalisti. Fino a che punto potrà andare? L’esercito è con lui? Certo, come nota El Pais, a pagare per questa svolta, oltre ai Curdi, saranno i profughi che arrivano dalla Siria. Già sono – e ancor più diventeranno – palla di cannone del tentativo di compiere la svolta autoritaria. L’Europa – vale la pena ricordarlo – dà 6 miliardi alla Turchia di Erdogan, che considera “paese terzo sicuro dove si possono gestire profughi e migranti irregolari”. Continua la lettura di Il giudice e la politica