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La destra s’è rotta

Bitonci dopo Marino. Ero a Treviso a una manifestazione per il No, con il senatore 5 Stelle Girotto, quando, a pochi chilometri, una maggioranza di consiglieri, Forza Italia, Pd, 5Stelle, liste civiche, depositava le firme dal notaio per far cadere il sindaco leghista di Padova Bitonci. La prima considerazione è che la legge elettorale per i comuni ha smesso di funzionare. Il sindaco eletto al primo turno è in genere il capo fila di una coalizione impossibile che, per vincere, riunisce tutto e il contrario. Al ballottaggio, invece, prevale in genere l’outsider, ma anche in questo caso è probabile che i principali partiti non gradiscano la scelta e si mettano di traverso. Quella legge ha funzionato come antidoto al politichese tecnocratico nazionale: nelle città grazie a quella legge si sceglieva un volto più che un programma, una persona di cui fidarsi e a cui affidarsi. Ma ci sono dei ma. I poteri del sindaco si sono ridotti per via dei continui tagli delle risorse erogate. È ora più chiaro come i problemi delle città, specie di quelle grandi, si possano affrontare solo con una cooperazione rafforzata tra stato ed enti locali, cooperazione che spesso manca o è solo formale. Le scelte dei cittadini italiani sembrano orientarsi verso più poli, lungo discriminanti ideologiche, non le vecchie ideologie certo, ma sarebbe difficile sostenere che 5 Stelle, Lega, Partito di Renzi non abbiano una loro cifra ideologica, o se volete una loro “narrazione”. Per effetto di questi “ma”, la figura del sindaco eletto dal popolo diventa più fragile e contestata. Continua la lettura di La destra s’è rotta

Torna il Renzi-Berlusconismo?

Difesa comune europea. Ecco il piano che Renzi porterà a Hollande e Merkel lunedì, quando si incontreranno sulla portaerei Garibaldi al largo di Ventotene. La Stampa cita un’intervista a Le Monde di Gentiloni e Pinotti, ministri degli esteri e della difesa: “battaglioni comuni”, con forze d’eccellenza francesi, italiane e tedesche, “per difendere l’Europa”. È, più o meno, quello che Hollande vorrebbe sentirsi dire, per legare all’impegno dell’Europa contro il terrorismo la propria permanenza all’Eliseo (proprio lunedì il socialista Montebourg presenterà la sua candidatura alternativa alle primarie). E certo Gentiloni è preoccupato perché la Nato perde colpi e la Russia è sempre più protagonista, mentre la Pinotti – già candidata nella sua testa (e sfortunata) alla presidenza della repubblica – ci tiene moltissimo, come ormai è chiaro, a fare la bersagliera. Si capiscono le intenzioni. Sarebbe però davvero curioso che l’Europa dell’euro, invece di percorrere la strada dell’integrazione fiscale, scegliesse l’integrazione militare. Così come le leggo, mi sembrano follie! Continua la lettura di Torna il Renzi-Berlusconismo?

Il passato che ritorna

Prigionieri del passato. Ieri, a scrutinio segreto, il Senato ha negato l’uso di certe intercettazioni tra Berlusconi e le olgettine. Ieri il presidente emerito Napolitano ha detto al Foglio che bisogna cambiare la legge elettorale, eliminare il turno di ballottaggio e firmare “un nuovo patto per l’Italia” fra destra e sinistra. Ieri ricorreva il quindicesimo anniversario dell’assassinio di Carlo Giuliani durante i moti contro il G8 di Genova, che si conclusero con l’umiliazione e la tortura di centinaia di manifestanti all’interno della scuola Diaz e poi rinchiusi nella caserma Bolzaneto. Cosa hanno in comune questi tre eventi? Mostrano come in Italia il passato non muoia, ma restiamo a lungo prigionieri di errori, bugie e omissioni. Continua la lettura di Il passato che ritorna