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A novembre canteremo la marsigliese

Terrorismo, fronte esterno. Lorenzo Cremonesi, inviato del Corriere della Sera, racconta la guerra a Sirte, dove si spara da muro a muro. Commenta il fischio dei proiettili con due miliziani di Misurata, città vicina e storicamente rivale di Sirte, chiede dei bombardamenti americani: “I loro raid avvengono soprattutto di notte. Di giorno mandano i droni in esplorazione, udiamo il ronzio. E con il buio arrivano gli attacchi. Colpi sempre molto precisi. Ma pochi. Troppo pochi. Sino ad ora hanno distrutto tre o quattro tank, un garage dove Isis riparava i mezzi, alcuni blindati e un paio di depositi. Purtroppo gli arsenali più importanti sono nascosti nei sotterranei. I missili intelligenti made in Usa non li possono individuare”. La battaglia, alla fine, si vince a terra. I miliziani vorrebbero essere armati e appoggiati da paesi più vicini degli USA. Dall’Italia, per esempio. In ogni caso a Sirte gli uomini del califfo sono sulla difensiva. Questo è un fatto. Non è così allegra la situazione ad Aleppo, in Siria. Dove Daesh respira, grazie all’offensiva dei “ribelli” anti Assad. Tra loro, assassini fanatici come i miliziani di Al Nusra e Ahrar al-Sham, appoggiati dall’Arabia Saudita e alleati di milizie (ormai scarse di uomini) che erano state addestrate dagli Stati Uniti. I russi cercano di impedire che le truppe dell’alleanza ribelle rompano l’accerchiamento (pare ci stiano riuscendo), sia bombardando Aleppo sia aprendo “corridoi umanitari”, cioè permettendo ai civili (e alle milizie che si arrendono) di uscire dalla città. Ne scrive La Stampa. Osservo da giorni come i giornali occidentali preferiscano, ora, parlare di Sirte. Si capisce, visto che ad Aleppo non è chiaro da che parte stiano gli occidentali, se contro Daesh o contro i nemici di Daesh. C’è tuttavia una buona notizia: i curdi hanno strappato al Califfo Manbij, città che apre la strada verso Raqqa: ne scrive il Corriere. Osservo che quasi certamente molti di questi curdi “vincitori” sono militanti del Pkk, la formazione di Öcalan considerata terrorista in Turchia ma invece alleata dell’esercito iracheno, il quale, a sua volta, diffida di altri curdi, quelli iracheni, ormai repubblica autonoma. Capite perché la guerra continua? Continua la lettura di A novembre canteremo la marsigliese