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Col senno del poi

Impressionante come la sappiamo lunga, dopo! Altan. “Undici arresti, cellula annientata”, dice Repubblica. “A Bruxelles preso un pesce grosso”, Corriere. “La doppia offensiva contro l’Isis”, Stampa. E qui ci si riferisce anche all’attacco siriano (reso possibile dall’aiuto russo) che sta strappando Palmira al Daesh, e a quello americano, che ha portato all’eliminazione di Haji Imam, uno dei caporioni, che sarebbe stato meglio catturare vivo (7 milioni la taglia) ma che alla fine è stato ucciso. I giornali oggi sottolineano il nesso inscindibile tra terrorismo, a Parigi e Bruxelles, e i viaggi dei kamikaze, tra Siria e Iraq. “La strage del Belgio, il deserto siriano: i due livelli della cellula”, riassume il Corriere. “Belgio Siria andata e ritorno”, – scrive Repubblica – “così i jihadisti delle stragi hanno attraversato l’Europa”. Ma se la stessa cellula ha fatto strage il 13 novembre a Parigi e il 22 marzo a Bruxelles, che cosa abbiamo fatto “noi”, francesi e belgi, cosa noi europei per ben 130 giorni? In Turchia avevano arrestato ed estradato uno dei terroristi: appena arrivato è stato rimesso in libertà. Il diavolo artificiere era noto da due anni. Continua la lettura di Col senno del poi

Noi europei

La fine delle sanzioni all’Iran. É davvero un fatto storico e consiglio di leggere le pagine 2,3 e 5 del Corriere a esso dedicate. Mi permetto solo di aggiungere che l’antica Persia è oggi una democrazia, con una società civile assai vivace e (spesso) colta, ma è anche un regime nato da una rivoluzione teocratica, guidata nel 1979 dall’Āyatollãh Khomeyni, con una Costituzione che si ispira alla sharia. Si arrivò a quell’esito per l’incredibile scempiaggine di americani e inglesi che nel 1953 avevano ordito un colpo di stato contro il governo nazionalista e democratico di Mossadeq, e poi la monarchia asservita ed esotica di Reza Plhavi, ultimo “Scià di Persia”. Inoltre nel 79 gli americani osteggiarono le componenti laiche (e marxisteggianti) della rivoluzione, puntando prima sulla decomposizione del regime rivoluzionario, poi armando Saddam Hussein che, prima di diventare a sua volta il nemico pubblico numero uno, dal 1980 all’89, fece guerra all’Iran per conto dell’occidente. Continua la lettura di Noi europei

Il giorno dei gufi

Una calza della befana tutta piena di gufi. Date un’occhiata ai titoli. Repubblica: “La micaccia atomica di Kim”. Non si capisce ancora se la Corea del Nord abbia la bomba all’idrogeno o solo quella atomica ma resta che l’esplosione di ieri aveva la forza di un terremoto. Forse il dittatore comunista, figlio d’arte, vuole solo mostrare che il suo regime non sta scoppiando, forse cerca di strappare perché la sua gente è alla fame, ma resta che né americani né Cina né l’ONU riescono a regolare il problema, retaggio di una sciagurata guerra durante la quale un generale americano propose bombardamenti nucleari sulla Cina. Continua la lettura di Il giorno dei gufi

Tempesta perfetta

Il ritorno della tempesta perfetta, scrive Mario Deaglio per la Stampa. “Improvvisamente e quasi contemporaneamente, quattro venti cattivi hanno preso a soffiare a ritmo di bufera”. Il rallentamento dell’economia cinese, che non regge più l’iper-produzione e l’iper-inquinamento degli ultimi anni; la paura devastante di una guerra in Medio Oriente; poi gli “Stati Uniti dove “la debolezza dei titoli petroliferi, la situazione non chiara di molte banche, la mancanza di buoni segnali di crescita hanno creato un cocktail di negatività con pochi precedenti”; infine “ecco il quarto vento di tempesta – scrive Deraglio -, un ciclone che scuote un’Europa incapace di prendere alcuna vera iniziativa né sul fronte del terrorismo né su quello delle migrazioni, con un’economia che complessivamente vivacchia senza riuscire a dare vere prospettive di lavoro ai giovani; un’Europa che almeno per il momento, non si sgretola ma sicuramente si screpola”. Lo sapevano ma è successo. Tempesta perfetta. Continua la lettura di Tempesta perfetta