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Chi tocca Roma muore?

Roma, nuovo caso giudiziario, titola il Corriere e secondo Fiorenza Saracini: “Si aggrava la posizione di Paola Muraro, assessora all’Ambiente di Roma indagata per abuso d’ufficio assieme al direttore generale di Ama, Giovanni Fiscon, già imputato nel processo «Mafia Capitale», nell’inchiesta sulle consulenze alla municipalizzata”. Al vaglio degli inquirenti 30 telefonate tra la Muraro, Fiscom e l’ex amministratore dell’azienda rifiuti, Panzironi. Un ruolo, quella della Muraro, che non sembra essere stato di consulente – come ha sempre sostenuto – ma di “vera e propria manager che aveva la delega alla gestione degli impianti Tmb (trattamento freddo degli impianti indifferenziati) e dei tritovagliatori”. Il sospetto, dice Sarzanini, è che l’assessora della Raggi “abbia favorito la contraffazione dei risultati sia per quanto riguarda la quantità, sia per la qualità del materiale trattato e favorito le aziende del ras dei rifiuti Manlio Cerroni accettando che gli impianti di Ama lavorassero a regime più basso di quanto era invece possibile e consentendo così alle ditte private di poter smaltire il resto della spazzatura”. Intanto si confermano le dimissioni del ragioniere generale del Campidoglio Ferrante e del suo vice. Ferrante avrebbe mandato il seguente sms ad Alfonso Sabella: “Ho provato a ragionarci (con i grillini), ma con questi è impossibile”. Continua la lettura di Chi tocca Roma muore?

Un Pd a 5 Stelle

Ai Raggi X. Scusate, m’è scappato il titolo ammiccante, quello che gioca sul nome della candidata 5 stelle al ballottaggio a Roma. È stato Marco Lillo, del Fatto Quotidiano, a passare sotto lo scanner le dichiarazioni dell’avvocato e consigliere comunale Virginia Raggi. Il risultato di questo esame fa dire a Giachetti: “Ha mentito”, mentre il suo assessore (in pectore) Sabella chiede che la procura le invii un avviso di garanzia, e Carbone (fido di renzi) la considera addirittura “ineleggibile”. “Raggi mentì” taglia corto Repubblica, dunque “Voto ad alta tensione”. Andiamo allora alla fonte, leggiamo l’articolo di Marco Lillo. L’avvocato Raggi avrebbe avuto due incarichi dalla ASL di Civitavecchia per recuperare dei crediti, uno nel 2012, da 8mila euro, il secondo nel 2014, da 5mila. Il secondo non le sarebbe ancora stato pagato, il primo sì e il candidato sindaco ha poi dichiarato di aver percepito un compenso dalla ASL Roma F. Sotto avrebbe scritto a penna “Fatt 2014, pagato 2015”. Insomma non si può dire che Raggi abbia eluso di dichiarare il percepito, ma in due moduli da lei firmati nel 2013 e nel 2014, e previsti dalla legge Severino, Virginia avrebbe segnato, barrando l’apposita casella, “di non avere percepito compensi ovvero altri incarichi con oneri a carico della finanza pubblica”. Compensi no, ma almeno un incarico lo aveva avuto. Continua la lettura di Un Pd a 5 Stelle