Archivi tag: antipolitica

Clinton candidata, Sanders decisivo

Ragazzina che sogni in grande, questa sera è per te. Bella frase detta nella notte da Hillary Clinton, quando nella notte si è profilata la vittoria su Sanders in California e ha avuto la certezza che sarebbe stata lei la candidata. Una donna presidente, mai prima d’ora una tale opportunità si era affacciata. Hillary ha reso l’onore delle armi all’irriducibile, al “socialista” Bernie. “Non vi sbagliate – ha detto – Sanders, la sua campagna il duro confronto che abbiamo avuto sulla crescita, su come combattere le disuguaglianze e promuovere la scalata sociale, ha fatto molto bene al Partito democratico e all’America”. Ora entrano in gioco i mediatori: Barack Obama, per primo, che domani incontrerà Sanders alla Casa Bianca. Poi Elizabeth Warren, di sinistra quasi quanto il senatore del Vermont ma che non si è schierata con nessuno dei due candidati e potrebbe forse essere vice presidente di un ticket tutto al femminile. Sanders, da parte sua, ha stravinto la sua battaglia, ha mobilitato un numero mai visto di attivisti, conquistato molti elettori indipendenti, rilanciato in politica i ventenni, i millennials come si dice in America. I sondaggi dicono che batterebbe Trump con più margine di quanto non sembra poter fare Hillary, ma non sarà Sanders il candidato. Forse, meglio così. Se avesse vinto, il partito non lo avrebbe mai aiutato, senatori e deputati lo avrebbero evitato per non perdere i finanziatori e la stima dei lobbisti. Continua la lettura di Clinton candidata, Sanders decisivo

Deluso dal voto

Renzi deluso, deluso dal voto, è questo il titolo. Elettori vergognatevi! Avete deluso chi, da Palazzo Chigi, giorno e notte lavora per il bene dell’Italia. E voi del Pd, che a Napoli non avete appoggiato la Valente: vi “mando un commissario”, “al sud mi porterò il lancia fiamme”. Anche a Roma il disastro è responsabilità altrui – di Marino, suggerisce Orfini, e di Mafia Capitale – il mio Giachetti invece, dice Renzi, “ha fatto un mezzo miracolo”. Poi suggerisce ai giornalisti: “attenti alle percentuali”: Milano 41,69%, Torino 41,83, Bologna quasi 40. Quaranta, la soglia che con cui l’Italicum dà il premio al primo turno, evitando il ballottaggio che rischierebbe di favorire il candidato grillino, magari votato dalle destre. Già le destre, Matteo Renzi insiste, più e più volte, che Salvini ha fatto flop, che Meloni ha fatto flop, Berlusconi no, lui è in partita. E a Berlusconi chiede, senza dirlo, un aiutino al ballottaggio e poi di ritrarsi dalla campagna per il No al referendum. Il Nazareno è sempre aperto, sta casa aspetta a te. “La sinistra, la minoranza? Cosa ha avuto il 3, il 4%? Se si accontentano?” I 5 Stelle? A Roma, a Torino? “E poi, dove sono?” Uno show imperdibile la conferenza stampa di ieri: contro “il teatrino della politica”, un’altra citazione, un’altra carezza all’ex Caimano, contro “quelli che vincevano anche se perdevano”. “Noi non siamo così”. Continua la lettura di Deluso dal voto

Il mago dell’inciucio

Complotto, poteri forti, censura? Insomma che succede? Il Machiavelli di Rignano lancia la sua campagna per il Sì, conferma che se dovesse perdere il referendum si ritirerà, annuncia che con le sue riforme ha tagliato la casta di “quelli che non vogliono perdere la poltrona” e i grandi giornali lo ignorano, lo escludono almeno dalle loro prime pagine? Il Corriere apre con “Le nuove disuguaglianze che rallentano l’Italia”. Analisi di Dario Di Vico sui dati Istat: il 62% di giovani tra i 15 e i 34 anni dipende delle famiglie, oltre due milioni le persone senza lavoro, crescono i minori in condizioni di povertà, relativa o assoluta, sempre più anziani sono costretti a lavorare o, dopo, a sostenere con la pensione figli o nipoti. Secondo Di Vico sbaglia Renzi (anche se non lo nomina) quando sostiene che con l’aumento del PIL la situazione cambierà. Perché “alla recessione non sta seguendo una ripresa degna di questo nome e nella quantità sperata”. La Stampa, invece di fare l’eco del Renzi, apre con certe valutazioni allarmanti del G7: “Brexit minaccia globale”. “4 milioni di disoccupati in Gran Bretagna, 12 miliardi di costi per l’Italia, 58 per la Germania”. Ma da dove sbuca questo rischio Brexit? Rispondo: Continua la lettura di Il mago dell’inciucio