Martedì, 16 Settembre 2014 09:55

Renzi in Parlamento. Caffè del 16 settembre

Economia. “L’Italia in piena recessione. Siamo l’eccezione tra i grandi”, Corriere della Sera. “L’Ocse gela l’Italia: ha la crescita peggiore d’Europa”, Repubblica. E allora? Secondo la Stampa, “l’ipotesi del governo è scorporare dall’irpef il reddito d’impresa”. Si tratterebbe di una riduzione mirata delle “Tasse, un aiuto agli artigiani”. A pagina 3 la stessa Stampa segnala tuttavia che le “entrate tributarie (sono) in flessione”. Ecco che il Giornale prevede un aumento dell’Iva dal 4 al 10 per cento per i prodotti alimentari di prima necessità e forse dal 21 al 23, per quelli con aliquota massima. Lascio a Sallusti la responsabilità di tale ipotesi.

 Politica estera. “Patto tra Occidente e paesi arabi. Uniti fermeremo il terrore dell’Is”. Al summit di Parigi non ha partecipato l’Iran. Poco male - dice Kerry - con Teheran “manterremo un canale aperto”.  Il russo Lavrov ha detto sì ai bombardamenti in Iraq ma non a quelli in Siria. La Turchia resta a guardare. Il limite più grave della coalizione anti Is è però un altro: lo sottolinea Vittorio Zucconi. Possiamo credere alla conversione di Arabia Saudita e Qatar che fino a ieri hanno armato, finanziato e indottrinato gli uomini del Califfato? Da tempo Stati Uniti ed Europa avrebbero potuto e dovuto obbligare le monarchie wahabite, ma non l’hanno fatto. Si possono armare i Curdi, ma si dovrà dire ai Tirchi che prima o poi verrà uno Stato Curdo. Si può ben coinvolgere l’Iran ma si dovrà dirlo agli israeliani che temono di non essere più i soli ad avere l’atomica. La Russia, infine, non collaborerà mai  davvero se gli portiamo le armi Nato in Georgia e in Ucraina. Bella, ieri sera, Piazza Pulita di Corrado Formigli. Scrive su Repubblica Ahmed Rashid che “il reporter e il cooperante sono i nuovi nemici” del “califfo nero” che li usa per “spaventare il mondo”. Sgozzando. 

 Corriere della Sera: “Il caso Consulta non è chiuso”. Il Fatto: “Rivolta contro Renzusconi”. Nemmeno ieri Luciano Violante e Donato Bruno sono stati nominati giudici costituzionali. Sembra che, assenti a parte, siano mancato una cinquantina di voti per far passare le indicazioni della coppia del Nazareno, Lotti - Verdini. Scrive Ainis: "Renzi farebbe bene a non sottovalutare la vicenda: il patto del Nazareno è la sua assicurazione sulla vita, ma il patto scricchiola, e a questo punto scricchiola pure la vita del governo”. Però - aggiunge il costituzionalista - siccome il dissenso che si copre con il segreto dell’urna non costruisce alternativa, a rischiare (lo scioglimento) è l’intero Parlamento. 

 Politica. Ieri Renzi è andato a Palermo, scuola don Puglisi. Bravo! Gli è toccata qualche contestazione ad opera dei docenti del TFA, che non vedono riconosciuto il loro “merito” nella stabilizzazione dei precari non abilitati, e professori quota 96, che non possono andare in pensione per mancanza di soldi. Succede! Il premier risponde: “vado avanti". E aggiunge. Fare “le riforme, tutte insieme”. Lo ripeterà oggi a Montecitorio e a Palazzo Madama. Per la verità, se avessi voce, gli consiglierei: “Meno riforme, ma fatte bene”. A che serve un Senato di consiglieri regionali nominati dai partiti locali, una scuola con quiz e tirocinio aziendale ma che perda la sua funzione formativa, una riforma del lavoro che trascuri la dignità del lavoro, una della giustizia che non sappia mettere fine all’impunità dei corrotti? 

 Chiacchiere, direbbe Renzi, che non risponde nel merito perché in fondo ritiene che il merito non esista. Conta solo il fare. L’autonomia del politico e la capacità del premier di asfaltare ogni resistenza. Le cose andranno, poi, a posto da sole! Sarà!

Pagina 1 di 676