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Perchè l’opinione pubblica è in crisi

Leggendo i giornali stamani, ho capito di dover dire una cosa che penso da qualche tempo, ma che non ho mai scritto, in questa forma, (temo) per evitare le fastidiosissime polemiche che ne sarebbero derivate. È in crisi l’opinione pubblica, il concetto stesso di pubblica opinione. E la colpa non è della casta “che fa schifo”, dei giornali che “mentono”, delle riforme costituzionali “che non si riesce a fare”, dei “poteri oscuri che tutto controllano”, o delle leggi elettorali che non permettono di sapere, la sera, chi abbia vinto. Continua la lettura di Perchè l’opinione pubblica è in crisi

Crolla l’ultima certezza

Crolla l’ultima certezza: che l’acqua fosse abbondante a Roma. Così era stato dai tempi dell’Impero, per quella meraviglia di acquedotto avuto in dote, per la generosa riserva del lago di Bracciano. I nasoni – così si chiamano, per via del loro aspetto, le fontanelle romane – dispensavano frescura e acqua buona (migliore della “minerale” in plastica) a tutte le ore del giorno e della notte. Non è più così. Il lago si asciuga, l’acqua potrebbe essere razionata ai romani (ai quali già si rimprovera di consumarne 50 litri al giorno più della media nazionale). Riscaldamento globale, sprechi insostenibili, liti fra amministratori. La Stampa dedica alla siccità la sua apertura, il Corriere le pagine 2 e 3, il Giornale dà la colpa a Raggi e Pd. Continua la lettura di Crolla l’ultima certezza

Trump è nei guai

“Migranti è scontro con l’est”, titola il Corriere. Si è saldato il fronte dei paesi – meglio sarebbe dire dei “regimi” – percorsi da pulsioni autoritarie e xenofobe, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, e si è saldato contro l’Italia. Non vogliono accogliere nemmeno uno dei profughi che hanno diritto all’asilo, chiedono all’Italia di buttarli in mare, o di trasformare Lampedusa in un lager, un’isola maledetta per dannati senza speranza. Continua la lettura di Trump è nei guai

Mala Capitale

Caffè avventuroso, oggi 21 luglio, e di nuovo scritto. Ma non volevo rinunciare a commentare la notizia del giorno.

Mettiamola così, d’ora in poi la potremo chiamare “Mala Capitale”, versione “il manifesto”, o “Mazzette capitale”, usando un titolo del Corriere, ma non più “mafia”. Almeno per qualche tempo.
Beninteso, i giudici di primo grado si sono mostrati severi. 20 anni a Carminati, il fascista che s’era messo in affari, 19 a quel tale Buzzi, che si era creato una cooperativa di ex detenuti e si faceva fotografare a cena con l’allora presidente delle coop e attuale ministro, Poletti. 10 a Panzironi, ex capo della azienda romana dei rifiuti. 8, in totale, a Odevaine che fu collaboratore di Veltroni e Zingaretti e, in ultimo, si occupava di migranti per il ministero. Continua la lettura di Mala Capitale