Archivi tag: Commissione UE

Che il terremoto non sia alibi

Terremoto la grande emergenza. Il titolo di Repubblica lo capisco ma non mi piace. Perché la parola emergenza evoca la necessità di una risposta eccezionale, davanti a un accadimento imprevisto. Purtroppo un terremoto in Italia è sempre da mettere nel conto. E la risposta “eccezionale” da anni la vediamo spesso solo in televisione. È un fatto che le chiese di Norcia non siano state puntellate dopo il sisma di agosto, per essere sbriciolate a ottobre.

Gli sfollati resistono: la casa è qui, scrive il Corriere. Sono matti costoro che preferiscono il gelo e la desolazione, che non si vogliono trasferire “dalle macerie al mare”? Forse pensano che “qui”, dove la loro vita si è sbriciolata, per qualche mese resteranno le televisioni, i giornalisti e i riflettori. E sotto i riflettori qualcuno forse gli risponderà. Ricoverati al mare diventerebbero assistiti. Un costo da pagare ma che si può dimenticare. Continua la lettura di Che il terremoto non sia alibi

Il vescovo e il libero arbitrio

Non uccide il terremoto, uccidono piuttosto le opere dell’uomo. Il vescovo di Rieti ha scelto Rousseau (vedi il Caffè del 26 agosto, “Sul terremoto..di Lisbona”), ha posto l’accento sul libero arbitrio e dunque sulla responsabilità piena degli uomini. Così Francesco vuole salvare la sua chiesa: liberandola da ogni ruolo di supplenza nei confronti del potere, facendone una voce libera che, in nome del divino che è poi l’umano dell’uomo, sia capace di dialogare con altre voci libere e di squarciare il velo delle ipocrisie che usavano scaricare sul fato o sulla volontà di dio quel che deriva invece da atti umani. Le parole dei telecronisti – per quel poco che ho ascoltato – stridevano con tale messaggio e spandevano, con toni “sobri”, il miele della retorica del dolore e della solidarietà. Ma quelle parole restano, come resta l’immagine di Mattarella e di Renzi “confusi” – così ha detto un cronista – tra la folla dei semplici cittadini. Corriere e Repubblica usano titolano “l’accusa del vescovo”. Insomma: tu l’hai detto, Pompili. Sei tu che ci rubi il mestiere. Continua la lettura di Il vescovo e il libero arbitrio

Presto, premi reset!

Si cerca un bottone con su scritto reset. Disperatamente, probabilmente invano. Così 2milioni di cittadini britannici vorrebbero rifare il referendum. Si attaccano a una norma che lo prevederebbe, quando i votanti non fossero stati il 75% degli aventi titolo e la maggioranza non avesse raggiunto il 60%. Ora Londra, che voleva restare europea, si lagna dello schiaffo subito ad opera delle campagne inglesi, gli scozzesi rimpiangono di aver perso il referendum per l’indipendenza e ne chiedono un altro, gli irlandesi del nord dicono a chi ha votato Leave “volete dividere di nuovo la nostra isola!”. In Europa è lo stesso: tanti rimpianti e pochi programmi. Accompagnare in fretta Londra alla porta (così vuole la Francia) o scegliere un divorzio lento e consensuale (Germania)? Il Corriere titola: “L’Europa già divisa su Londra”. Ma a guardare oltre i titoli di testa, è la voglia è di premere su reset che trionfa. Il sogno di ritrovare una guida forte, un direttorio dei tre paesi che, insieme, possiedono il 70% dell’argenteria dell’Unione: Germania, Francia, Italia. Se ne parla da anni, non si è mai fatto. Per la volontà di presidenti della Commissione come Prodi (al vertice di Nizza) e per l’opportunismo nazional-populista di politici al governo in quei tre paesi. Continua la lettura di Presto, premi reset!

La solitudine di Roma

Il grande gelo, duello, resa dei conti. L’attacco ruvido di Juncker a Renzi e la replica, dopo qualche ora, del premier è il titolo forte di ogni giornale. “Ritengo – ha detto ieri Juncker – che il primo ministro italiano abbia torto a vilipendere la commissione a ogni occasione”. Poi ha aggiunto: “sono stato io a introdurre la flessibilità non lui” e ha annunciato un suo prossimo viaggio in Italia perché oggi “i rapporti con Roma non sono ottimali”. Strigliata prevedibile ma durissima che ha preoccupato Padoan: “Non intendevamo offendere. Evidente che la flessibilità l’ha introdotta la Commissione ma grazie al dibattito nel semestre italiano”. Fredda ed equidistante Federica Mogherini: “É stupido creare delle divisioni all’interno dell’Europa. Gli europei hanno bisogno di stare uniti”. Solo in serata Renzi recupera il suo spirito guascone: quello di Juncker – dice – “è il ruggito di un uomo debole”. Poi ai retroscenisti: “La tattica funziona. Li sto sfinendo con i miei richiami. La battaglia sull’austerità alla fine la vinceremo”. Continua la lettura di La solitudine di Roma