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Fine del bipolarismo alla tedesca

L’ombra del terrore sul voto Usa, Corriere della Sera. Più assertiva, La Stampa titola: “A New York le bombe dei terroristi”. Per la verità non c’è evidenza che l’ordigno esploso sabato sera a Chelsea – 29 feriti – sia riconducibile alla jihad islamica. Anche se poco lontano è stata trovata un’altra bomba inesplosa: una pentola a pressione, con chiodi e detonatore, simile a quella che fece strage alla maratona di Boston e simile anche all’ordigno che il Gruppo Islamico Armato usò a Parigi nel lontano 1995. Quanto all’accoltellatore del Minnesota, americano di origini somale, studente universitario e guardia giurata, l’Isis lo ha definito un suo “soldato”. Stanotte, poi, è stato trovato uno zaino con esplosivi vicino ai binari della stazione Elizabeth, nel New Jersey, dall’altra parte dell fiume Hudson, di fronte a Manhattan, dove oggi si apre un’assemblea dell’ONU. Preoccupazione più che giustificata. Continua la lettura di Fine del bipolarismo alla tedesca

La mafia dell’antimafia

Assessori in piazza e scontri a Napoli. “Renzi: vado avanti”, è il titolo del Corriere. Repubblica commenta i fatti di ieri facendo un salto nel passato di quasi mezzo secolo e riesumando, con Stefano Folli, il “boia chi molla”, comitato di lotta composto da giovani fascisti e manovrato da uomini d’affare e mafiosi che per lunghi mesi tenne il controllo di Reggio Calabria. Contro lo stato che non voleva farla capitale della regione e contro il vento del Nord: Fiom-Fim-Uilm portarono migliaia di operai fino a Reggio per difendere le istituzioni. Insomma contro l’Italia che voleva rinnovarsi. Oggi il “boia chi molla” partenopeo, sarebbe guidato dal sindaco De Magistris – due suoi assessori erano ieri in piazza -, e riunirebbe un fronte eterogeneo, dai 5 stelle ai centri sociali, forse (chissà?) appoggiato dalla Camorra. Esultano, secondo la Stampa: “I fedelissimi del capo del governo: sono più voti per noi”. Al centro dello scontro, la bonifica e il riuso dell’area ex Ilva di Bagnoli. Il governo promette soldi – non quanti ne servirebbero – e garantisce gli appalti a grandi gruppi, Caltagirone in testa, rifiutando la concertazione con il Comune, riunendo “un tavolo di regia” che serva solo a fare quel che a palazzo Chigi s’è deciso di fare. Continua la lettura di La mafia dell’antimafia