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Papamarxista

Come proteggerci? Lupi solitari o soldati dell’Isis, animati da “furore rabbioso”, come pare lo chiamino in Germania, senza altri attributi ideologici, o preda di “follia islamica”? Come che sia, costoro sparano al supermercato, ammazzano vecchi e bambini sul lungo mare di Nizza, sgozzano in chiesa. Dove e quali sono le falle nella rete che dovrebbe proteggere i nostri diritti e le nostre libertà? Adel Kermiche aveva tentato per due volte di andare in Siria. Non ci si va per prendere il sole, ma per ammazzare e prepararsi a morire da kamikaze. Alla fine è stato arrestato, carcere preventivo, perché un’intenzione non è ancora reato. Il suo profilo è apparso quello di un giovane senza identità, déraciné dicono i francesi, con disagi mentali e pulsioni suicide. Allo scadere dei termini di carcerazione preventiva e davanti alla sua promessa di mettere la testa a partito e di lavorare cioè come aiuto psicologo per dare una mano a gente come lui, era stato mandato a casa ma con un braccialetto al polso che gli consentiva 4 ore di libertà, dalle 8 alle 12. In quelle 4 ore ha sgozzato padre Jacques. Pare che in carcere gli fosse stata trovata una sim che usava per tenere rapporti con gaglioffi suoi pari. Circostanza sottovalutata. Di certo si teneva in contatto con Abdel Malik, un coetaneo che viveva in Savoia, 600 chilometri più a sud. Costui era stato “attenzionato” da un servizio segreto straniero che, stavolta, aveva informato i francesi. Una foto segnaletica con su scritto: “quest’uomo vuole colpire in Francia”. Lo cercavano da due settimane. Abdel aveva detto alla madre “vado a trovare dei cugini a Nancy” e invece era corso a Saint Etienne du Rouvary, in alta Normandia. Aveva dormito a casa di Adel Kermiche, insieme avevano recitato e ripreso (con la telecamera di un telefonino) la professione del martire e se ne erano andati a fare un martire vero, padre Jacques. Da quel che sappiamo si evidenziano tre falle. Continua la lettura di Papamarxista

Padre Jacques e il suo assassino

Padre Jacques diceva messa a 86 anni e parlava di pace. Dell’estate, finalmente in arrivo dopo “una primavera un po’ freddina” a riscaldare il “nostro umore piuttosto depresso”, diceva: “è un tempo di incontri, con conoscenti e con amici: un momento per cogliere l’occasione di vivere qualcosa insieme. Un momento per prestare attenzione al nostro prossimo, quale esso sia”. I cronisti scrivono che era amico dell’imam Mohamed Karabila, presidente del culto musulmano per l’Alta Normandia. Che da 18 mesi, cioè dall’attentato a Charlie Hebdo, animava con l’imam un comitato interconfessionale per discutere di religione e di convivenza. Scrivono che la moschea di Saint Etienne du Rouvray sarebbe stata costruita su un pezzo di terra ceduto dalla parrocchia di Jacques Hamel.

L’uomo che ha fatto irruzione in chiesa, che ha costretto in ginocchio il vecchio prete, che gli ha reciso la gola filmando la scena, per poi leggere qualche parola in arabo, ha 19 anni, si chiama Adel Kermiche, è nato a Rouen da genitori algerini. Continua la lettura di Padre Jacques e il suo assassino