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L’informazione non è un pranzo di gala

19.419.507 No!

19 milioni e 400mila No, 13 milioni e 400 mila Sì. Per ogni 2 italiani che si sono lasciati convincere da una propaganda battente e univoca, che fosse necessario riformare la Costituzione per garantire più poteri al governo, maggiore governabilità, altri 3 sono andati alle urne per dire che quello era un diversivo, che non è dalla Costituzione, conquistata nella guerra contro il nazifascismo, che vengono i guai per il paese e l’incapacità dei governi.

Renzi si è assunto la responsabilità della sconfitta, ma ha rivendicato l’errore. Ha fatto intendere che lui lo rifarebbe. Ha rivendicato i risultati del suo governo, dal jobs act agli sgravi fiscali, si è vantato di aver portato il PIL dal meno 2 al più 1% e di aver fatto crescere l’occupazione di 600mila unità. Questo pomeriggio rassegnerà le dimissioni, ma già sfida il No ad avanzare proposte, prova a schierare il Pd all’opposizione. Sperando nella rivincita. Continua la lettura di 19.419.507 No!

Un caffè di traverso

40 giorni al referendum, che strazio! Sbuca da ogni angolo, appare in tv su qualunque canale accendiate, a tradimento la radio ne diffonde la voce. E poi la e-news quotidiana, il retroscena del giorno, e quei tweet preziosi, grondanti buoni sentimenti e intenti ad accaparrarsi ogni merito. Le giovani marmotte, imparato a memoria il manuale, accorrono a sostegno. “Riforma federale, taglia i costi, riduce le immunità, dà zero poteri al Premier e li lascia tutti al Presidente, 800mila firme sono meglio di 500mila perché poi cala il quorum, o ora o non si cambierà mai, il meglio è peggiore del bene, o lui o il caos, con le imprese che smettono di esportare, lo spread che riprende a correre e gli investitori che scappano via”. La politica che vedo sui giornali, in televisione e nelle sedute del parlamento mi pare essersi ridotta a questo: il capo scout che arringa, le giovani marmotte che ripetono. E difendono, insultano e si atteggiano a vittime se qualcuno prova a rispondere. Bersani? Un birraio. D’Alema? Renzi con Obama, voi con Baffino. Il deputato Di Maio? Merita un terzo dello stipendio perché è presente a un terzo delle sedute. Direi che Renzi ha già vinto, perché questo sembra già un regime. Racconto unico: chi provvede per noi e chi gufa roso da livore. Continua la lettura di Un caffè di traverso