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C’è chi vota sì e chi ha capito

Londra sfida: schedare i lavoratori stranieri, la Stampa. “Theresa May: prima i britannici”, Corriere. È un piccolo passo verso il burrone. Il Mein Kampf era bardato della paranoia razzista del suo autore, ma per i tre quarti proponeva vantaggi materiali, lavoro a scapito degli immigrati, assistenza e tutele ai membri, nativi e perciò stesso eletti, del popolo tedesco. Avvertenza per i cretini: non sto paragonando May a Hitler, dico che nei popoli si manifestano davanti alla lunga crisi e alla stagnazione secolare pulsioni simili a quelle che si manifestarono in Europa dopo il 29. Aggiungo che una parte della politica, per rispondere a quelle pulsioni, rispolvera il nesso (secondo me) incestuoso popolo-nazione-stato. Continua la lettura di C’è chi vota sì e chi ha capito

Gufo e lunare

Discutere del doppio incarico? Lunare. Nello sciocchezzaio semplificato che Matteo Renzi regala alle trasmissioni televisive, la luna è lontana dal mondo reale. Chi l’ammira, guardando in alto, è dunque lunatico, volubile, bizzarro. Creatura notturna, come il gufo. Se tanto mi dà tanto, la direzione del Pd avrà il copione consueto: una relazione del segretario disseminata di frasette per irritare i dissidenti, per farli “venire allo scoperto” e poi servirli con la levata degli scudi fedeli della maggioranza, che è entrata in direzione perché Renzi ha vinto le primarie. Infine tutti a casa, con o senza (scontato) voto finale. L’umiliazione subita da Renzi a Napoli, Giachetti e il Pd asfaltati a Roma; la sconfitta a furia di voti a Torino, tutto ciò è il passato, è “vecchio”. Nuovo è il Brexit, nuovo è il triunvirato con Hollande e Merkel, nuova è la battaglia per salvare il Monte dei Paschi e le altre banche, cui Financial Times dedica oggi la prima pagina, nuovo è il funerale di stato per gli italiani sgozzati a Dacca. “Nuovo” potrebbe chiamarsi il detersivo con cui la politica di governo lava le sue colpe. Un ciclo in lavatrice con “Nuovo”, e il Renzi sconfitto, ammaccato e logoro del dopo ballottaggio, torna bianco che “più bianco non si può”. Resta da vedere cosa diranno oggi Gianni Cuperlo e Walter Tocci. Consiglierei loro di dire qualcosa di semplice, più semplice degli slogan del segretario ma anche con più sostanza. Continua la lettura di Gufo e lunare