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L’orgoglio di una madre

Non ci costringete a pubblicare le foto. A offendere Giulio di nuovo, a violare la sua dignità massacrata da chi prima lo ha torturato e infine ucciso. La mamma Paola ha aggiunto solo un dettaglio, terribile: “ho potuto riconoscerlo solo dalla punta del naso”. Ora vorrebbe giustizia, che dico giustizia, almeno che cessino le ingiurie, che si smetta di umiliare il buon senso e il pudore, che si ammetta la verità sull’assassinio di Giulio Regeni. Le persone come Paola fanno scoprire un’altra Italia, migliore. “Caso Regeni, la mamma scuote l’Italia”, titola a tutta pagina il Corriere della Sera. “Giulio torturato da nazi fascisti. Ma l’Italia non rompe con al-Sisi”, scrive il Fatto. Repubblica racconta “l’ultimatum dei genitori”, hanno dato tempo al governo fino al 5 per trarre qualche conclusione, poi mette in pagina: “La pista dei sicari armati dai servizi”. Poi gli articoli su questa “lezione di forza e di dignità”: Cazzullo, Calabresi, Travaglio. Un plauso al senatore Manconi, sempre attento alle vittime di tortura. Continua la lettura di L’orgoglio di una madre

A me m’hanno rovinato le borse

Contagio globale, panico, tempesta sulle borse, Milano affonda. É un titolo dei titoli, Stampa più Corriere più Repubblica. Per raccontare una cosa, in realtà, semplice e prevedibile. Seppure imprevista, perché a forza di conflitti d’interesse, i cosiddetti esperti si esercitano ormai più nell’arte degli scongiuri che della previsione. C’è una locomotiva del mondo, la Cina, che deve per forza rallentare la sua corsa se non vuole esplodere per surriscaldamento, vale a dire per le conseguenze disastrose del suo modello produttivo sull’ambiente e la qualità della vita. C’è una distribuzione della ricchezza disuguale come al tempo dei Faraoni, per cui solo 62 persone posseggono la stessa ricchezza della metà meno favorita della popolazione mondiale. Per questo il ceto medio, grande protagonista dei consumi di massa negli ultimo 70 anni, teme ora la decadenza, è assai meno ottimista sul futuro dei figli, tende a spendere meno. Continua la lettura di A me m’hanno rovinato le borse

Senato, il mio intervento sulla scuola in una aula vuota

Onorevoli senatori, so che il tempo è poco ma -vi prego- leggete le 40 pagine della legge e poi scappate via, al mare, in montagna o dove volete, ma non votatela. Perchè questa è la peggiore delle tante -e pessime- riforme che questo Parlamento abbia varato in 70 anni.

Pensate alla valutazione dei docenti -necessaria indispensabile valutazione- ma che deve essere esercitata da persone competenti in pedagogia, nella materia di insegnamento e che abbiano accompagnato il docente nel suo lavoro in classe. Non può essere affidata a un plotone d’esecuzione (Il dirigente, due docenti, un genitore) che annusa i si dice, raccoglie persino le calunnie, che accompagnano sempre la vita di ogni insegnante. Ma che non vede, che non sa quale sia, il suo impegno quotidiano nella classe, tra gli alunni, tra i suoi ragazzi. È come se un grande ospedale affidasse a un capo del personale e a un ortopedico il compito di valutare la qualità di una ricerca per combattere il cancro. e di assumere o non assumere i ricercatori che l’hanno realizzata.
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