Archivi tag: lavoratori autonomi

L’apocalisse è rinviata

Primo giorno, dopo la crisi del mondo. “Il No non scuote borse e spread”, scrive il Sole. Devono essersi distratti, questi “mercati” che avrebbero dovuto farci paura. Eppure tutti i giornali parlano delle “incognite del dopo Renzi” e “del periodo di incertezze che si apre per l’Europa” (cito Le Monde). E il destino dell’uomo che borse e Unione Europea, banche e socialisti avrebbero voluto veder vincere e che invece ha perso? La Stampa ci fa sapere che vorrebbe “mollare tutto”, “togliersi di torno”, prendersi “un anno sabbatico e andare in America”. Vorrebbe, ma non glielo fanno fare. “Dimissioni congelate” dopo il colloquio al Quirinale, Corriere. Il Fatto, che sotto il titolo Renxit racconta il lungo addio, sostiene che Mattarella lo ha messo in riga: “prima approvi la manovra poi te vai”. Tu l’hai voluta così la legge di stabilità, con troppe mance elettorali ma entrate incerte e una tantum: tu ora dovrai approvarla con i voti del Pd, di Verdini e di Alfano. Renzi è rimasto senza parole: “non potevo comportarmi come il bambino che fa i capricci e si porta via la palla perché ha perso la partita”. Il Giornale teme un complotto: “C’è aria di truffa. Renzi non si dimette”. Per ora! Continua la lettura di L’apocalisse è rinviata

Fatti, non parole

Monte dei Paschi bocciato, Monte salvato. Com’è la storia? Difficile capirlo dai titoli. È “la banca meno solida in Europa”, dice la Stampa. “Male solo MPS”, Corriere. “Mps bocciata ma ok al piano per risanarla”, Repubblica. In sostanza lo stress test europeo ha detto che il Monte è a rischio fallimento, dunque non affidabile. Ma la banca di Siena ha risposto cedendo quasi 10 miliardi di crediti “in sofferenza”, dunque non esigibili, a meno di un terzo del valore. Per evitare guai maggiori, ha cancellato con un tratto di penna oltre sei miliardi dei suoi “attivi”. E si è impegnata a trovare altri 5 miliardi di capitali, mettendosi in mano a investitori privati, prevalentemente stranieri, e tagliando così il valore delle quote degli azionisti. Insomma il Monte ha accettato una medicina amara, una durissima dieta dimagrante, per non morire subito di diabete. Morirà lo stesso? Possibile, ma non subito. Direi che ha vinto l’Europa; e ha vinto Padoan che con l’Europa ha mediato. Per il momento. Però purtroppo la montagna di crediti “in sofferenza” è molto più vasta in Italia dei 10 miliardi di cui qui si parla. Lo è perché l’Italia ha conosciuto due crisi successive, non compensate (né prima, né dopo) da una crescita sostenuta, ha così “bruciato” 10 punti del PIL, scontato un gran numero di fallimenti, e lasciato sul campo decine di miliardi di debiti che nessuno può più restituire. Dunque, se si considerano non modificabili le attuali politiche economiche europee, la domanda è quando arriverà la ripresa? Continua la lettura di Fatti, non parole