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Gentiloni prova a resistere

Ora votare si può. Se si vuole

L’onore di Ignazio

Magistratopoli. Il Giornale ripesca un vecchio cavallo di battaglia del berlusconismo davanti a due clamorosi rovesci della magistratura inquirente, l’assoluzione dell’ex presidente leghista del Piemonte Cota per le famose “mutande verdi”, il proscioglimento, perché “il fatto non sussiste”, di Ignazio Marino indagato per scontrini falsi e uso improprio della carta di credito del Comune Roma. Per la verità finché la magistratura si corregge, non manda in carcere persone innocenti e non butta la chiave, non si dovrebbe parlare di giustizia malata. Il sistema giudiziario, beninteso, sbuffa, arranca, ha il singhiozzo. Ma il problema principale lo troverete fuori dalle aule di giustizia, nelle sedi dei giornali, in quelle di governo, fra gli amministratori pubblici e gli imprenditori che vivono di pubbliche commesse, nelle sedi dei partiti e dei movimenti. Il problema è la crisi della classe dirigente in Italia. Continua la lettura di L’onore di Ignazio

Sul terremoto…di Lisbona

In 215 salvati dalle macerie. Il Corriere apre con i numeri dei sopravvissuti, quelli che si è saputo salvare. “Bentornate Giorgia e Giulia”, fa eco il Giornale dando il titolo a due bambine strappate alla morte. Poi ci sono, purtroppo, le vittime: “La bella Italia sepolta dalle macerie”, come la chiama La Stampa. Nonni e nipoti, studenti emigranti tornati nei paesi. Parenti in vacanza ad agosto tra le vecchie pietre dove sentivano le radici. E le loro amiche e gli amici. C’è chi è fuggito via la notte stessa. Si fugge dal terremoto: ho incontrato a New York un capo lega, contadino sindacalista, che aveva lasciato la valle del Belice la notte stessa del sisma ed era arrivato fin lì senza mai voltarsi indietro. Chi non può partire si aggira come uno spettro: troverete sui giornali la foto notturna di un bambino tra le tende con il suo orsetto e di tre vecchi seduti su una panchina, con indosso una coperta. “Senza tregua: altre scosse e crolli nei paesi devastati”, ricorda la Repubblica. Poi, le inchieste della magistratura. Continua la lettura di Sul terremoto…di Lisbona

Rai di lotti e di governo

Minimizzare, stare ai fatti, evitare paroloni. Sembra questa la scelta dei giornali in edicola. Per una volta, direte. Cominciamo con i bombardamenti su Sirte. “Dureranno un mese”, assicura il Corriere. Repubblica sottolinea che l’Italia resta per il momento un po’ di lato e scommette sulla conquista, in un mese, della città libica: “Sirte la Battaglia finale”. La Stampa dà conto della reazione di Putin, irritata ma con gli Stati Uniti: “Putin attacca Obama e chiede neutralità all’Italia”. L’eco delle bombe quasi si sente, ormai, in Sicilia, ma noi incrociamo le dita e speriamo di non dover andare in prima fila e che duri il meno possibile. Fra i commenti, molte cose (anche giudiziose) sulla necessità dell’intervento americano per evitare che l’Isis, con la sua presenza a Sirte, allarghi la forbice tra il governo (debole) di Tripoli e le truppe di Haftar (un po’ meglio organizzate e appoggiate da Egitto e Francia). Se Sirte fosse ripulita dai terroristi, le tribù libiche potrebbero sedersi per discutere del futuro. Continua la lettura di Rai di lotti e di governo

Quante divisioni ha Davigo?

Rubano senza vergogna. Come era prevedibile, la battuta di Pier Camillo Davigo, estrapolata dal contesto, ha provocato sui giornali una polemica di carta. Non un giudizio storico – gli esponenti politici sotto inchiesta all’inizio degli anni 90 almeno si vergognavano e cercavano di allontanare da sé il sospetto – si sarebbe trattato, ma “un attacco della magistratura alla politica”. La precisazione di Davigo, “non tutti i politici rubano” viene definita una retro marcia. Il vice presidente del CSM (ed ex sottosegretario del governo Renzi) avverte: “le accuse alimentano i conflitti” ma poi, pare dopo aver parlato con Mattarella, aggiunge che servono “riforme, personale e mezzi per vincere la battaglia di una giustizia efficiente e rigorosa, a partire dalla lotta alla corruzione e al malaffare”. Il Corriere titola: “Politica e giudici, nuovo fronte”. Ma il fronte più spassoso si apre tra i retroscenisti, i quasi si interrogano se Renzi sia più preoccupato per questa sortita di Davigo, oppure più soddisfatto per una gaffe che potrebbe fargli gioco. Preoccupato, scrive il Giornale: “La grande paura: intercettazioni su Renzi”. Continua la lettura di Quante divisioni ha Davigo?

Petrolio? Ha fatto tutto Renzi

Le dimissioni della Guidi sono stati il fiammifero che ha fatto divampare l’incendio, scrive Eugenio Scalfari. Repubblica racconta, a pagina 4 e 5, le dimensioni vastissime dello scandalo petrolifero e spiega come in troppi sapessero. Sapeva Federica Guidi dei guai giudiziari del “marito” e avrebbe taciuto, sapeva il capo di stato maggiore della marina, Di Giorgi, ora indagato, sapevano gli amministratori di Corleto Perticara, in provincia di Potenza, dove sono piovuti soldi Total per “assistenza territoriale e progetti sociali” nonché assunzioni (magari clientelari?) e dove l’ex sindaca del Pd si sarebbe fatta le primarie a bordo di una macchina dei vigili a sirene spiegate, sapeva il governatore Pittella, sapevano tutti, tutto. Tanto che Marcello Sorgi, in un commento per la Stampa, avverte nelle carte su Potenza un odore ancora più nauseabondo di quello che emanava da mafia capitale. Continua la lettura di Petrolio? Ha fatto tutto Renzi