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La sinistra che vince, in Spagna

Ali, la leggenda che ha cambiato il mondo, scrive Repubblica. Una leggenda con molte spine: il 28 aprile del 1967 gli fu tolta la corona di campione del mondo, gli fu proibito di salire sul ring, e fu messo sotto processo – pena prevista 5 anni di carcere – come nemico dell’America per aver rifiutato la guerra in Vietnam. Il 17 novembre di quell’anno Lyndon Johnson, in una conferenza stampa, assicurava che gli Stati Uniti stavano vincendo in Viet Nam, nonostante “sprovveduti e politicanti” ostacolassero lo sforzo bellico in difesa delle libertà. Due anni prima, il 21 febbraio del 1965, era stato ammazzato Malcom X. Ai suoi funerali, ad Harlem, c’era un popolo immenso: un milione e mezzo di persone. Ma la stampa americana ed europea lo presentò, prima e dopo l’assassinio,come un proto terrorista che si meritava quella fine. Persino Mohammad Ali credette, per un momento, a quella campagna di fango e quando, nell’estate del 1964 Malcom gli si avvicinò in Ghana, non volle dargli la mano. Continua la lettura di La sinistra che vince, in Spagna

Muhammad Ali

Che sapete di lui? Di Cassius Clay, Muhammad Ali, morto a 74 anni? Ballava sul ring, velocissimo a schivare i colpi, sfidava l’avversario con le smorfie e i movimenti del corpo, non sembrava cattivo, pareva che giocasse. Rifiutò di andare in Viet Nam, reato gravissimo negli Stati Uniti alla fine degli anni 60. Gli levarono la licenza di combattere ed era campione del mondo. “I Viet Cong – ebbe a dire – non mi hanno mai chiamato negro”. Negro, come Malcom X, e come Malcom, abbracciò l’Islam, la sola religione – si diceva allora nei ghetti neri – che può abbattere ogni barriera razziale. Quando tornò a combattere, dopo la squalifica, Muhammad Ali era meno mobile sulle gambe, continuò a vincere ma incassando colpi durissimi che potrebbero avergli regalato il morbo di Parkinson, suo compagno di vita nell’ultimo quarto di secolo. Immagino Bernie Sanders, in una pausa della campagna che lo vede ora prevalere, almeno nei sondaggi, in California, che parla ai suoi ventenni di quel folletto indomito degli anni 60. Si sbagliava anche allora, tanto; ma si sognava altrettanto. Continua la lettura di Muhammad Ali