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Aria mefitica

Deseamos y esperamos. Speriamo e aspettiamo. I titoli di prima pagina sembrano oggi improntati da questa nobile intenzione. “Meno tasse per chi assume giovani”, la Stampa. Non c’è dubbio, una buona cosa! Che cancella lo sproposito degli incentivi indiscriminati concessi in passato dal governo e che permettevano anche ad aziende decotte di far cassa, lasciando i giovani in cerca di lavoro con un palmo di naso. “Manovra, stretta sulla sanità. Assunti medici e prof precari”, la Repubblica. Finalmente le assunzioni! Era tempo che si decidesse di coprire i posti di ruolo dando sicurezze ai precari. E pazienza per i tagli. Tanto si sa quanti sprechi si nascondano nella spesa sanitaria. “Pensioni, le regole per l’anticipo”, Corriere. Le regole, certo! Meno male. Qualche problema sorge, tuttavia, leggendo gli articoli che dovrebbero inverare i titoli. Si scopre, per esempio, che il governo si era impegnato a “coprire” il costo dell’anticipo pensionistico per gli addetti ai lavori usuranti che avessero 20 anni di contributi, ora gli anni necessari diventano 30 per i pensionati, 35 per gli attivi. “Su pensioni e uscite la Cgil dice no”, ci fa sapere il Corriere a pagina 2. “Le cifre (della manovra) ballano fino all’ultimo – avverte Repubblica a pagina 2 – e, per far quadrare i conti, si prevede dopo quella dello scorso anno una ulteriore riduzione, o mancato incremento, dello stanziamento per il Fondo sanitario nazionale per un miliardo”. Continua la lettura di Aria mefitica

Renzi oltre lo stretto

Oggi è San Prudenzia, siamo stati super prudenti, linea Padoan. Parola del Presidente del Consiglio. Ricorro al titolo del Sole: “Nel DEF (documento di economia e finanza) disavanzo 2017 al 2% + 0,4% di spese fuori patto”. In primavera il governo aveva promesso di mantenere il deficit sotto l’1,8%, ora avrebbe ottenuto (nella trattativa informale con Bruxelles) lo 0,2 di margine visto che la crescita non è arrivata e, di conseguenza, i conti sono peggiorati. Ma l’Italia comunica anche all’Europa – la bozza del DEF è stata consegnata alla mezzanotte di ieri – che investirà denaro che non ha, dunque a debito, per far fronte alle spese per il terremoto e a quelle per i migranti. “Una sorta di soluzione double face – spiega Marco Ruffolo su Repubblica – che da una parte si adegua in prima istanza ai desiderata di Bruxelles ma che dall’altra non esclude la possibilità di finanziare gran parte della prossima manovra con un nuovo forte indebitamento: 9 miliardi e mezzo, che si aggiungono ai 6 e mezzo già riconosciuti dalla Ue. In tutto, dunque, l’intenzione del governo è quella di fare una manovra in deficit per circa 16 miliardi”. Il punto dolente è che questa “flessibilità”, ottenuta o da ottenere, servirà per evitare che scattino le clausole di salvaguardia e l’aumento dell’IVA. La quattordicesima per i pensionati, il taglio delle tasse agli imprenditori e le altre regalie elettorali promesse, andranno finanziate con nuovi tagli, agli enti locali, alla sanità. Non è una prospettiva esaltante. Per non darla vinta ai contabili, Renzi ha deciso di rilanciare. Continua la lettura di Renzi oltre lo stretto