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In Sicilia per Claudio Fava

Caffè dalla Sicilia, una rassegna non in voce e video, senza le foto delle prime pagine. Perché scrivo in auto, al bar, dove capita per dare una mano, in questo ultimo scampolo di campagna, alla lista dei “Cento Passi”, guidata da Claudio Fava.

Berlusconi e Salvini (Meloni testimone impotente) hanno messo su un bel teatrino ieri sera a Catania. Trattoria del “Cavaliere” (ma guarda un po’!). Ospiti attesi alle 20,45. Ma Silvio si attarda, a colloquio con “200 giovani”. Forse teme che Matteo lo faccia attendere a favore di telecamere. Alla fine -sono già le 23,15- irrompe tra un fragore assordante di sirene e un piccolo esercito che lo scorta. Scuro in volto, saluta la Meloni e aspetta ancora dieci minuti prima che si manifesti Salvini. Il quale lo abbraccia e si già gusta già la battuta: “abbiamo parlato soprattutto del Milan”, dirà dopo il caffè. Continua la lettura di In Sicilia per Claudio Fava

Il rumore delle notizie

Caffè in vacanza, mi limito a qualche breve osservazione. Trump sembra sempre più nei guai. Non ha voluto prendere le distanze dai nazisti (teste rasate, croci uncinate, cappucci del Ku Klux Klan), che hanno preso in ostaggio una democratica cittadina della Virginia. Purtroppo uno di questi rifiuti umani ha ammazzato una ragazza, prendendola sotto con la macchina. Lui ammirava i nazisti (lo conferma il suo insegnante di storia), lei aveva appena scritto “se non siete indignati, siete distratti”. Il tentativo di ridurre i danni (dopo 24 ore) ha peggiorato le cose: la Casa Bianca ha reso noto che quando l’altro ieri Trump aveva criticato “i bigotti” non ce l’aveva solo con gli antifascisti ma anche con i “suprematisti bianchi”. Continua la lettura di Il rumore delle notizie

Crolla l’ultima certezza

Crolla l’ultima certezza: che l’acqua fosse abbondante a Roma. Così era stato dai tempi dell’Impero, per quella meraviglia di acquedotto avuto in dote, per la generosa riserva del lago di Bracciano. I nasoni – così si chiamano, per via del loro aspetto, le fontanelle romane – dispensavano frescura e acqua buona (migliore della “minerale” in plastica) a tutte le ore del giorno e della notte. Non è più così. Il lago si asciuga, l’acqua potrebbe essere razionata ai romani (ai quali già si rimprovera di consumarne 50 litri al giorno più della media nazionale). Riscaldamento globale, sprechi insostenibili, liti fra amministratori. La Stampa dedica alla siccità la sua apertura, il Corriere le pagine 2 e 3, il Giornale dà la colpa a Raggi e Pd. Continua la lettura di Crolla l’ultima certezza