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Trump è nei guai

“Migranti è scontro con l’est”, titola il Corriere. Si è saldato il fronte dei paesi – meglio sarebbe dire dei “regimi” – percorsi da pulsioni autoritarie e xenofobe, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, e si è saldato contro l’Italia. Non vogliono accogliere nemmeno uno dei profughi che hanno diritto all’asilo, chiedono all’Italia di buttarli in mare, o di trasformare Lampedusa in un lager, un’isola maledetta per dannati senza speranza. Continua la lettura di Trump è nei guai

Una Boldrini per Renzi?

Più posti, ma meno stabili, scrive Repubblica. Sono dati, finalmente, condivisi da Istat, Inps, Inail e Ministero del lavoro, dunque più affidabili. Confermano due cose che si capivano: che la locomotiva della ripresa ricomincia faticosamente a muoversi, che le politiche del lavoro attuate dall’Italia (jobs act, dono fiscale in cambio di assunzioni stabili, libertà di usare i voucher) sono state un trompe-l’œil, solo una bugia ingannatrice. La ripresa è come la vediamo, non dà alcuna certezza all’industria che campa alla giornata e per questo trasforma i lavoratori in numeri intercambiabili, che si lasciano dopo averli indossati per un giorno, come si fa coi vestiti in certi grandi magazzini. L’anno che verrà, quando gli incentivi-metadone scompariranno, le cose andranno peggio. Due dati lo anticipano. Il primo dice che la disoccupazione tra i giovani con meno di 35 anni è aumentata del 2,9% nel trimestre e del 6,6% nell’anno. Un milione e mezzo di loro cerca lavoro e non lo trova. Il secondo dato mostra cosa tocchi ai fortunati che trovano impiego: 121 milioni di voucher venduti nel 2016. Continua la lettura di Una Boldrini per Renzi?

Tiremm innanz!

Sale il conto per salvare MPS. È la prima notizia dopo il week end senza giornali e il Corriere ne fa l’apertura. Secondo la vigilanza BCE per il Monte dei Paschi serviranno almeno 8 miliardi e 800 milioni, non i 5 messi in contro da Padoan. Inoltre, dice il presidente della Bundesbank Weidmann, “I fondi (dello Stato) non possono essere usati per coprire le perdite già previste”. Questo vuol dire che i pericoli per Monte dei Paschi non sono finiti, che una parte dei “risparmiatori” potrebbe comunque essere chiamata a pagare in solido con i responsabili del fallimento, che altri pescecani del “mercato” saranno chiamati a Siena. La Stampa è d’accordo e così titola: “Non solo lo Stato per salvare Montepaschi”. Continua la lettura di Tiremm innanz!