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Fatti, non parole

Monte dei Paschi bocciato, Monte salvato. Com’è la storia? Difficile capirlo dai titoli. È “la banca meno solida in Europa”, dice la Stampa. “Male solo MPS”, Corriere. “Mps bocciata ma ok al piano per risanarla”, Repubblica. In sostanza lo stress test europeo ha detto che il Monte è a rischio fallimento, dunque non affidabile. Ma la banca di Siena ha risposto cedendo quasi 10 miliardi di crediti “in sofferenza”, dunque non esigibili, a meno di un terzo del valore. Per evitare guai maggiori, ha cancellato con un tratto di penna oltre sei miliardi dei suoi “attivi”. E si è impegnata a trovare altri 5 miliardi di capitali, mettendosi in mano a investitori privati, prevalentemente stranieri, e tagliando così il valore delle quote degli azionisti. Insomma il Monte ha accettato una medicina amara, una durissima dieta dimagrante, per non morire subito di diabete. Morirà lo stesso? Possibile, ma non subito. Direi che ha vinto l’Europa; e ha vinto Padoan che con l’Europa ha mediato. Per il momento. Però purtroppo la montagna di crediti “in sofferenza” è molto più vasta in Italia dei 10 miliardi di cui qui si parla. Lo è perché l’Italia ha conosciuto due crisi successive, non compensate (né prima, né dopo) da una crescita sostenuta, ha così “bruciato” 10 punti del PIL, scontato un gran numero di fallimenti, e lasciato sul campo decine di miliardi di debiti che nessuno può più restituire. Dunque, se si considerano non modificabili le attuali politiche economiche europee, la domanda è quando arriverà la ripresa? Continua la lettura di Fatti, non parole

Omofobia e terrore

Terrore nel locale gay, “La sfida all’America”, “la firma dell’Isis”. È quanto raccontano oggi nel titolo di apertura Corriere della Sera , Stampa e Repubblica. Zucconi scrive di una “nuova guerra civile” che “fanatici o ideologici, dal wahabismo al fascismo”, vogliono condurre “contro il male” rappresentato “da un’America pagana e materialista che li manda in bestia”. Stille e Gaggi scrivono delle conseguenze che la strage può avere sulla campagna elettorale negli Stati Uniti; Donald Trump che ha già chiesto le dimissioni di Obama. Mettiamo in fila i fatti: un uomo di 29 anni, un “ragazzo” secondo i nostri telegiornali, ha ammazzato 50 persone e ne ha ferito altrettante in un locale frequentato da omosessuali. Aveva armi da guerra, che in Florida si comprano senza dover lasciare neppure il proprio nome. “Odiava i gay”, dice il padre il quale tuttavia è noto come simpatizzante dei talebani. “Mi picchiava”, fa sapere la moglie. Con una telefonata, l’assassino all’ingrosso avrebbe dedicato la carneficina al califfo dell’Isis. L’FBI non esce meglio da questa storia della polizia francese dal Bataclan. Questo Omar, infatti, nato americano da genitori afgani, era stato controllato ma rilasciato. E aveva persino fatto la guardia giurata a edifici governativi. Continua la lettura di Omofobia e terrore