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Clinton ora è nei guai

Atterro a Jfk sul fare della sera. “Io voto Clinton”, mi dice il tassista; per lui, americano bianco e di mezza età, chi ha letto qualcosa, e ha cercato di informarsi, non può che votare per Hillary, gli altri si fanno sedurre da Donald. Certo, c’è il pasticcio delle mail. Tardo un po’ a capire che ci sta dando una notizia. Proprio così, l’FBI ha riaperto l’inchiesta sulla candidata a soli 10 giorni dal voto. Ha scoperto nuove mail del Dipartimento di Stato, seguendo una pista sessuale in cui sarebbe coinvolto Anthony Weiner, ex deputato democratico, soprattutto marito di Huma Abedin, braccio destro della candidata Clinton. La quale ultima avrebbe tenuto nel suo computer le mail della Clinton, al tempo in cui era Segretario di Stato. Ma perché se le teneva, soprattutto perché se non erano ancora note.“È un affare più grosso del Watergate”, dice Donald Trump, che si vede di nuovo in corsa e per di più con un calcio nel sedere straordinario e sorprendente, che potrebbe proiettarlo nel prato della Casa Bianca. Continua la lettura di Clinton ora è nei guai

A quel paese!

La lettera UE: impegni non rispettati. La Stampa. “Manovra, ultimatum UE”, Repubblica. “Europa, Renzi pronto al veto”, Corriere della Sera. Ultimatum, veto, davvero siamo a questo? E perché? Per poter elargire qualche mancia elettorale ai pensionati, ai dipendenti pubblici, alla Coldiretti? Perché dopo essere saliti sulla portaerei Garibaldi, Hollande e Merkel hanno lasciato Renzi in anticamera durante il vertice di Bratislava? Davvero non capisco la politica del nostro governo. Che l’Europa avesse intrapreso una strada senza sbocco era chiaro da anni. La Grecia umiliata dalla Troika, la Spagna, che aveva licenziato e sfrattato i nuovi poveri per essere la prima della classe, ma si è poi divisa a tal punto da non riuscire a formare un governo, gli inglesi che hanno disarcionato Cameron e fatto saltare i ponti sulla Manica, i fascisti dell’est Orban e Kaczynski che prendono sussidi e aiuti ma continuano a ricattarci. E noi? Zitti, pensando di essere furbi. Perché loro sono loro, noi no, siamo diversi. Abbiamo fatto i compiti, noi. Angela di qua, Angela di là. Fino a quando il giudizio di Dio, sollecitato con il referendum, non ha rischiato di trasformarsi in una bocciatura del governo in carica. Allora basta: muoia la Merkel e con lei l’Europa. Ma fino al voto perché, nonostante la vignetta di Plantu su Le Monde contrapponga Renzi con il suo “plan B” a un Hollande “Plombé”, plumbeo, con al collo la corda della sua impossibile rielezione, il nostro governo non ha in realtà alcun piano: solo tattica e improvvisazione. Continua la lettura di A quel paese!

Renzi oltre lo stretto

Oggi è San Prudenzia, siamo stati super prudenti, linea Padoan. Parola del Presidente del Consiglio. Ricorro al titolo del Sole: “Nel DEF (documento di economia e finanza) disavanzo 2017 al 2% + 0,4% di spese fuori patto”. In primavera il governo aveva promesso di mantenere il deficit sotto l’1,8%, ora avrebbe ottenuto (nella trattativa informale con Bruxelles) lo 0,2 di margine visto che la crescita non è arrivata e, di conseguenza, i conti sono peggiorati. Ma l’Italia comunica anche all’Europa – la bozza del DEF è stata consegnata alla mezzanotte di ieri – che investirà denaro che non ha, dunque a debito, per far fronte alle spese per il terremoto e a quelle per i migranti. “Una sorta di soluzione double face – spiega Marco Ruffolo su Repubblica – che da una parte si adegua in prima istanza ai desiderata di Bruxelles ma che dall’altra non esclude la possibilità di finanziare gran parte della prossima manovra con un nuovo forte indebitamento: 9 miliardi e mezzo, che si aggiungono ai 6 e mezzo già riconosciuti dalla Ue. In tutto, dunque, l’intenzione del governo è quella di fare una manovra in deficit per circa 16 miliardi”. Il punto dolente è che questa “flessibilità”, ottenuta o da ottenere, servirà per evitare che scattino le clausole di salvaguardia e l’aumento dell’IVA. La quattordicesima per i pensionati, il taglio delle tasse agli imprenditori e le altre regalie elettorali promesse, andranno finanziate con nuovi tagli, agli enti locali, alla sanità. Non è una prospettiva esaltante. Per non darla vinta ai contabili, Renzi ha deciso di rilanciare. Continua la lettura di Renzi oltre lo stretto

Col senno del poi

Impressionante come la sappiamo lunga, dopo! Altan. “Undici arresti, cellula annientata”, dice Repubblica. “A Bruxelles preso un pesce grosso”, Corriere. “La doppia offensiva contro l’Isis”, Stampa. E qui ci si riferisce anche all’attacco siriano (reso possibile dall’aiuto russo) che sta strappando Palmira al Daesh, e a quello americano, che ha portato all’eliminazione di Haji Imam, uno dei caporioni, che sarebbe stato meglio catturare vivo (7 milioni la taglia) ma che alla fine è stato ucciso. I giornali oggi sottolineano il nesso inscindibile tra terrorismo, a Parigi e Bruxelles, e i viaggi dei kamikaze, tra Siria e Iraq. “La strage del Belgio, il deserto siriano: i due livelli della cellula”, riassume il Corriere. “Belgio Siria andata e ritorno”, – scrive Repubblica – “così i jihadisti delle stragi hanno attraversato l’Europa”. Ma se la stessa cellula ha fatto strage il 13 novembre a Parigi e il 22 marzo a Bruxelles, che cosa abbiamo fatto “noi”, francesi e belgi, cosa noi europei per ben 130 giorni? In Turchia avevano arrestato ed estradato uno dei terroristi: appena arrivato è stato rimesso in libertà. Il diavolo artificiere era noto da due anni. Continua la lettura di Col senno del poi

Come va il mondo

Tel Aviv, il terrore nel pub. “Arabo israeliano – scrive il Corriere – spara: due morti, 7 feriti. Il padre lo riconosce e lo denuncia”. Vorrei che vi soffermaste su questa notizia. Un pub frequentato da omosessuali in una delle città più libere e libertine al mondo. Un arabo israeliano – non un palestinese che ha sempre vissuto nei “territori occupati” – che si sarebbe radicalizzato nel 2006, “dopo l’uccisione del cugino in uno scontro con la polizia”.

29 anni, era “seriamente disturbato, dice ora l’avvocato. Già stato in prigione, senza più lavoro. Le telecamere di sorveglianza mostrano un uomo che non grida, esplode con calma una trentina di colpi, lascia lo zainetto, con dentro un corano, e fugge via. Continua la lettura di Come va il mondo

Giocando a poker con la Germania

Difesa della Boschi, attacco alla Merkel. Il titolo del Caffè di ieri regge bene la prova giornali di questo sabato 19 dicembre. Corriere, “No alla sfiducia. Boschi: lascerei con accuse vere”. Repubblica e Stampa, “UE, Renzi attacca la Merkel”. Attacco strumentale, dunque, quello di Renzi alla Cancelliera, studiato solo per cavarsi d’impaccio in politica interna? In Europa c’è chi lo pensa e Andrea Bonanni, Repubblica, apre la sua analisi citando un anonimo funzionario di Bruxelles: “Vuol essere il nuovo enfant terrible dell’Europa. È capriccioso. Dice di no a tutto. Insomma, è il nuovo Berlusconi della Ue”. Io invece penso che Renzi avesse altri e solidi motivi per lanciare l’affondo sulla politica tedesca, anche se momento e toni dell’attacco siano stati abilmente tarati per oscurare la vicenda Boschi. Continua la lettura di Giocando a poker con la Germania