Archivi tag: pendolari

Emiliano sfida Renzi

Se boccia la manovra l’Europa rischia la fine. Il titolo di Repubblica regala a Padoan un cuor di leone. Più modestamente il Ministro del Tesoro ha difeso la sua manovra e, dopo essersi attribuito volentieri lo sfottò del Renzi che lo ha definito San Prudenzio, si è sommessamente schierato dalla parte del suo boss, nel conflitto con l’Unione: «L’Europa deve scegliere da che parte stare. Può accettare il fatto che il nostro deficit passi dal 2 al 2,3 per cento del Pil per far fronte all’emergenza terremoto e a quella dei migranti. Oppure scegliere la strada ungherese, quella che ai migranti oppone i muri, e che va rigettata. Ma così sarebbe l’inizio della fine». E, certo, se l’oggetto del contendere fossero i soldi che l’Italia ha speso per accogliere i migranti, lo 0,3 o lo 0,1% del PIL, non ci potrebbero essere dubbi su chi abbia torto. La cosa appare, però, a Federico Fuibini, che ne scrive sul Corriere, assai più complicata: “Nella Commissione UE è palpabile il disagio di fronte a un Paese considerato fragile, che continua a rimettere in discussione ogni pochi mesi gli accordi presi e presenta misure – dalle pensioni, alle sanatorie fiscali – che rischiano di complicare i problemi invece di risolverli. L’irrigidimento di questi giorni a Bruxelles è la reazione di un’istituzione che si sente sfidata da un interlocutore percepito come inaffidabile”. Continua la lettura di Emiliano sfida Renzi

Morte di un mafioso

Sì, ho alzato la paletta, dice Vito Piccarreta e la sua immagine, con la paletta verde in mano, appare oggi su tutti i giornali. Una faccia da democristiano – si sarebbe detto un tempo – fiero della divisa, soddisfatto dei pellegrinaggi della moglie a Medjugorje, bonario. I treni erano in ritardo, ne è arrivato uno: paletta verde, e poco dopo un’altro, nella stessa direzione. Questo secondo, però, si sarebbe dovuto fermare perché intanto, da Corato si era mosso un treno per Andria, questo in orario. Il fonogramma è partito? Piccarretta non lo ha letto? Il “collega” a Corato non si è fatto problemi perché il suo, di treno, era arrivato all’ora giusta? 23 famiglie distrutte, troppe altre ferite, nella carne viva o nell’anima. Pare che costasse appena 4 milioni il congegno automatico che blocca i treni, se vanno uno contro l’altro. È obbligatorio sulle reti pubbliche, non su quelle private. Ma – si dice ora – quella ferrovia privata “era un fiore all’occhiello della Puglia”. Certo, ma senza l’obbligo di comprare e istallare quel dispositivo. La Puglia non è il sud abbandonato. È anche vero, ma in Puglia, come in tutta Italia, una cosa è l’alta velocità, un’altra sono i treni per pendolari. Il profitto conta, e il cliente che paga bene merita rispetto. Ma in un paese civile viaggiare in treno è un diritto. E uno stato, che prende le tasse, deve garantire diritti e pubblico servizio. Perciò il dolore si trasforma in rabbia. “Chi comanda – politici, capi delle ferrovie, imprenditori degli appalti – non prende il treno”. Se deve andare ad Andria o Corato, usa l’alta velocità, o prende l’aereo fin dove è possibile, poi lo aspetta una macchina con autista. È populismo, questo? È come dire: piove governo ladro? Probabile, ma non è del tutto falso. Continua la lettura di Morte di un mafioso

Binario unico

Binario unico. L’Italia si sente così. La strada è segnata dalle rotaie, non si può che andare avanti, senza alternative, senza vie di scampo. La tragedia ferroviaria tra Andria e Corato è la metafora della condizione comune. Meglio, della sorte che investe gli studenti, le mamme che vanno in città a comprare, il personale ferroviario, le famiglie di ritorno da vacanze low cost, o una ragazza che corre dal fidanzato, tutti pendolari. Un’altra Italia, quella che dovrebbe provvedere, che si è data il compito di decidere, corre a velocità così alta da non saper mai dire di chi sia la colpa. Non sa perché lavori programmati nel 2007 non siano neppure cominciati, e come mai gli investimenti stanziati dall’Unione Europea non si riescano a spendere. L’Italia sul binario unico muore, l’altra non capisce come sia potuto accadere. Ecco i titoli: “Morire sul binario unico”, Corriere della Sera, “La strage sul binario unico”, La Repubblica, “Apocalisse sul binario unico”, La Stampa, e infine “Binario morto”, Il Giornale. Continua la lettura di Binario unico