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Inchiesta sul Monte dei Paschi

Mps, governo contro Bce, scrive Repubblica. Boh, contro! Diciamo che Padoan, come sta facendo da tempo, corre ai ripari e cerca di minimizzare le perdite. “Fondi sufficienti per Mps”, titola il Corriere. Insomma i 20 miliardi stanziati sarebbero sufficienti, al Monte se ne dovranno dare non 5 ma forse nemmeno gli 8 chiesti dalla Bce, secondo la Stampa ce ne vorranno 6,6. Pur ammettendo “le colpe del Monte”, il Sole24Ore denuncia “la linea dura della Bce” che metterebbe il nostro sistema bancario in braghe di tela. Ricapitoliamo, dunque, le pagine più recenti di questa pochade. A fine 2015 il Monte dei Paschi “ha una quantità esorbitante di prestiti avariati, pari al 21,7% del totale” (fonte Sole24Ore). Eppure il 21 gennaio del 2016, in conferenza stampa da Palazzo Chigi, Matteo Renzi invita i risparmiatori a investire nell’istituto senese. “È una banca risanata – dice -, è un ottimo affare”. Più che una bugia si tratta di un atto di fede nelle potenzialità del mercato e nell’occhio di riguardo che la finanza avrebbe avuto per il suo governo. Tuttavia il 23 giugno gli stress test “vedono Mps uscire come la peggiore banca d’Europa in un’eventuale situazione di crisi estrema” (Sole24Ore). Eppure ancora a fine luglio Padoan sostiene che il “sistema bancario italiano è solido”, che sta molto meglio “rispetto a quelli degli altri Paesi dell’Eurozona”. A settembre il governo nomina al Monte Marco Morelli, ex JP Morgan, con stipendio base di un milione e 400mila euro, per “risanare” Mps coi soldi del Qatar. Una bufala? Colpa del No! Questo è il dato, per almeno un anno Renzi e Padoan anziché fare, hanno fatto gli scongiuri. Continua la lettura di Inchiesta sul Monte dei Paschi

L’apocalisse è rinviata

Primo giorno, dopo la crisi del mondo. “Il No non scuote borse e spread”, scrive il Sole. Devono essersi distratti, questi “mercati” che avrebbero dovuto farci paura. Eppure tutti i giornali parlano delle “incognite del dopo Renzi” e “del periodo di incertezze che si apre per l’Europa” (cito Le Monde). E il destino dell’uomo che borse e Unione Europea, banche e socialisti avrebbero voluto veder vincere e che invece ha perso? La Stampa ci fa sapere che vorrebbe “mollare tutto”, “togliersi di torno”, prendersi “un anno sabbatico e andare in America”. Vorrebbe, ma non glielo fanno fare. “Dimissioni congelate” dopo il colloquio al Quirinale, Corriere. Il Fatto, che sotto il titolo Renxit racconta il lungo addio, sostiene che Mattarella lo ha messo in riga: “prima approvi la manovra poi te vai”. Tu l’hai voluta così la legge di stabilità, con troppe mance elettorali ma entrate incerte e una tantum: tu ora dovrai approvarla con i voti del Pd, di Verdini e di Alfano. Renzi è rimasto senza parole: “non potevo comportarmi come il bambino che fa i capricci e si porta via la palla perché ha perso la partita”. Il Giornale teme un complotto: “C’è aria di truffa. Renzi non si dimette”. Per ora! Continua la lettura di L’apocalisse è rinviata

Nessun dorma!

Alea iacta est, pare abbia detto Giulio Cesare. La decisione è presa. Già da un paio di giorni, distribuendo volantini per il No tra la gente ai mercato, avevo avuto la sensazione che gli italiani avessero ben deciso tra Sì e No. E che oggi depositeranno nell’urna un voto soppesato. Stasera toccherà a noi, che abbiamo fatto campagna, prendere atto del giudizio popolare e tener conto delle ragioni di chi avrà votato No ma anche di chi avrà scelto il Sì.

Credo, pronto a essere smentito e a correggermi, che molti giovani diranno No alla narrazione ottimista del governo, che non trova riscontro nella loro vita quotidiana (non lavoro o precario, certezza che non potranno usufruire di consumi privati nella misura in cui ne hanno goduto i genitori). Ragazze e ragazzi che non capiscono, inoltre, perché accanirsi con la Costituzione, che loro considerano l’eredità migliore ricevuta in dono dai nonni (o dai bisnonni) che hanno combattuto dittatura e guerra e hanno onorato questo loro paese. Continua la lettura di Nessun dorma!

Aria mefitica

Deseamos y esperamos. Speriamo e aspettiamo. I titoli di prima pagina sembrano oggi improntati da questa nobile intenzione. “Meno tasse per chi assume giovani”, la Stampa. Non c’è dubbio, una buona cosa! Che cancella lo sproposito degli incentivi indiscriminati concessi in passato dal governo e che permettevano anche ad aziende decotte di far cassa, lasciando i giovani in cerca di lavoro con un palmo di naso. “Manovra, stretta sulla sanità. Assunti medici e prof precari”, la Repubblica. Finalmente le assunzioni! Era tempo che si decidesse di coprire i posti di ruolo dando sicurezze ai precari. E pazienza per i tagli. Tanto si sa quanti sprechi si nascondano nella spesa sanitaria. “Pensioni, le regole per l’anticipo”, Corriere. Le regole, certo! Meno male. Qualche problema sorge, tuttavia, leggendo gli articoli che dovrebbero inverare i titoli. Si scopre, per esempio, che il governo si era impegnato a “coprire” il costo dell’anticipo pensionistico per gli addetti ai lavori usuranti che avessero 20 anni di contributi, ora gli anni necessari diventano 30 per i pensionati, 35 per gli attivi. “Su pensioni e uscite la Cgil dice no”, ci fa sapere il Corriere a pagina 2. “Le cifre (della manovra) ballano fino all’ultimo – avverte Repubblica a pagina 2 – e, per far quadrare i conti, si prevede dopo quella dello scorso anno una ulteriore riduzione, o mancato incremento, dello stanziamento per il Fondo sanitario nazionale per un miliardo”. Continua la lettura di Aria mefitica