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A me m’hanno rovinato le borse

Contagio globale, panico, tempesta sulle borse, Milano affonda. É un titolo dei titoli, Stampa più Corriere più Repubblica. Per raccontare una cosa, in realtà, semplice e prevedibile. Seppure imprevista, perché a forza di conflitti d’interesse, i cosiddetti esperti si esercitano ormai più nell’arte degli scongiuri che della previsione. C’è una locomotiva del mondo, la Cina, che deve per forza rallentare la sua corsa se non vuole esplodere per surriscaldamento, vale a dire per le conseguenze disastrose del suo modello produttivo sull’ambiente e la qualità della vita. C’è una distribuzione della ricchezza disuguale come al tempo dei Faraoni, per cui solo 62 persone posseggono la stessa ricchezza della metà meno favorita della popolazione mondiale. Per questo il ceto medio, grande protagonista dei consumi di massa negli ultimo 70 anni, teme ora la decadenza, è assai meno ottimista sul futuro dei figli, tende a spendere meno. Continua la lettura di A me m’hanno rovinato le borse

Crisi reale e ripresa statistica,Caffè

Crisi,20 anni per recuperare, Corriere della Sera. Con gli attuali livelli di “crescita” l’occupazione in Italia tornerà ai livelli di prima della crisi solo tra 20 anni. Tutti lo sapevamo, ora il Fondo monetario l’ha detto. Tuttavia a pagina 3, sempre il Corriere fa il suo per sostenere l’ottimismo del governo: a sorpresa crescono le entrate, la stima di crescita potrebbe alzarsi sopra lo 0,7%, in sei mesi i nuovi contratti a tempo detreminato sono stati 250mila. La verità è in prima o in terza pagina? Secondo me la ripresa di cui si parla spesso Poletti è “statistica”, la si legge nelle tabelle (che fotografone cose disparate, piccoli imprenditori che si assumono, con i figli, per fruire di vantaggi fiscali, qualche acquisto in più di case per il calo dei prezzi), ma la ripresa che entra nelle tasche del ceto medio, che crea lavoro per i giovani e induce ottimismo, per quella tocca aspettare.

La Cina è vicina. “Il crollo di Shanghai (-8,5%) -scrivono Stampa e Sole24Ore- spaventa le borse europee”. Che succede? Quel che capisco – ma non sono un analista finanziario- è che in qualche anno la crescita cinese si è ridimensionata dal 14 al 7%. Sempre enorme, s’intende. Tuttavia 90 milioni di cinesi – la cifra è questa!- hanno capito che non si sarebbero più potuti arricchire in pochi aprendo un’azienda o comprandone un’altra. Perciò, con il costo del denaro basso, si sono buttati (e sono stati spinti) a investire in borsa o a comprare immobili. La bolla prima o poi si sgonfia. Forse ci sarà un rimbalzo ma verranno altri crolli. Un campanello d’allarme per un’Europa, che ha solo rinviato i suoi problemi con la Grecia e resta paralizzata dal rigore.

Roma sul baratro,lascia anche Sel, Sanità è battaglia. Repubblica guarda al cortile di casa. Pare che Renzi oggi non vada alla festa dell’unità di Roma per non parlare di Marino, il quale va avanti (senza Sel in giunta). Crocetta ottiene dal governo mezzo miliardo e Zaia protesta. I tagli alla Sanità, non per finanziare una sanità migliore ma per far cassa e poter tagliare l’Imu, hanno fatto mancare 4 volte ieri il numero legale in Senato. Era lunedì e mancavano metà dei senatori Ncd e qualcuno del Pd. Però il dato è politico: le opposizioni (anche quelle che simpatizzano per il governo) hanno approfittato di una scelta avventata (presentare un decreto omnibus con dentro la sorpresa sanitaria) per chiedere il numero legale, non votare e fare emergere la fragilità della maggioranza. Spiega Folli: Renzi si vorrebbe liberare di Marino e Croscetta, a settembre vorrebbe spianare la sinistra Pd imponendo la riforma del Senato, e andare poi al “referendum sulla revisione costituzionale come un plebiscito nazionale intorno alla sua persona”: “strada irta di ostacoli”. “Il bavaglio istiga all’omertà”, Scarpinato per il Fatto. La pezza che si vuol mettere sulla “legge bavaglio” è peggiore del buco: se sei giornalista professionista e spii, non fai reato, se non lo sei puoi andare un carcere. Anche Mentana ieri, nel raccontare questa storia, alzava le mani, sconsolato.

Patto USA Turchia, in Siria una zona “liberata dall’Isis”, scrive il Corriere. Non c’è dubbio che Erdogan ha dovuto far buon viso dopo l’accordo tra Obama e Teheran che rendeva impossibile continuare a usare l’Isis in funzione anti sciita. Dunque l’aviazione turca ora bombarda e la polizia blocca il oassaggio che aveva finora consentito ai terrositi sul suo territorio. Erdogan però ne approfitta per frustrare le aspettative nazionali curde e colpire duramente i gruppi armati, in primo luogo il Pkk, che acquistavano prestigio nella lotta contro il califfo. Tocca ai Curdi reagire, se possibile con le armi della politica e non con la politica delle armi, ma l’isolamento dell’Isis è positivo.