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Un punto di gravità permanente! (lo cercano anche i giornali)

Perchè l’opinione pubblica è in crisi

Leggendo i giornali stamani, ho capito di dover dire una cosa che penso da qualche tempo, ma che non ho mai scritto, in questa forma, (temo) per evitare le fastidiosissime polemiche che ne sarebbero derivate. È in crisi l’opinione pubblica, il concetto stesso di pubblica opinione. E la colpa non è della casta “che fa schifo”, dei giornali che “mentono”, delle riforme costituzionali “che non si riesce a fare”, dei “poteri oscuri che tutto controllano”, o delle leggi elettorali che non permettono di sapere, la sera, chi abbia vinto. Continua la lettura di Perchè l’opinione pubblica è in crisi

Rischio Trump e rischio Italia

La linea dura di Trump, scrive il Corriere. Ha scelto come consigliere per la sicurezza nazionale Michael Flynn, un generale “democratico”, mandato anzi tempo in pensione perché durissimo coi paesi islamici e dialogante con Putin. Vuol nominare al vertice della giustizia Jeff Session, un giudice federale scartato per le sue posizioni razziste (pare abbia detto: “non avrei nulla contro il Ku Klux Klan, ma ho saputo che fumano erba”). A capo della CIA Mike Pompeo: fanatico della guerra d’Iraq, quando ha difeso il diritto dei contractors usare la tortura e ora vorrebbe cancellare il trattato tra Stati Uniti e Iran. Trump torna a far paura. Dopo la sorpresa per la sua elezione, le élites finanziarie, politiche e giornalistiche avevamo provato a farselo piacere. Ma che sarà mai? Saprà moderarsi, al massimo ci penseremo noi a moderarlo. Invece una rivoluzione è una rivoluzione: con Trump la destra più radicale ed estrema entra alla Casa Bianca. Bisognerà prenderle le misure. Continua la lettura di Rischio Trump e rischio Italia

Aria mefitica

Deseamos y esperamos. Speriamo e aspettiamo. I titoli di prima pagina sembrano oggi improntati da questa nobile intenzione. “Meno tasse per chi assume giovani”, la Stampa. Non c’è dubbio, una buona cosa! Che cancella lo sproposito degli incentivi indiscriminati concessi in passato dal governo e che permettevano anche ad aziende decotte di far cassa, lasciando i giovani in cerca di lavoro con un palmo di naso. “Manovra, stretta sulla sanità. Assunti medici e prof precari”, la Repubblica. Finalmente le assunzioni! Era tempo che si decidesse di coprire i posti di ruolo dando sicurezze ai precari. E pazienza per i tagli. Tanto si sa quanti sprechi si nascondano nella spesa sanitaria. “Pensioni, le regole per l’anticipo”, Corriere. Le regole, certo! Meno male. Qualche problema sorge, tuttavia, leggendo gli articoli che dovrebbero inverare i titoli. Si scopre, per esempio, che il governo si era impegnato a “coprire” il costo dell’anticipo pensionistico per gli addetti ai lavori usuranti che avessero 20 anni di contributi, ora gli anni necessari diventano 30 per i pensionati, 35 per gli attivi. “Su pensioni e uscite la Cgil dice no”, ci fa sapere il Corriere a pagina 2. “Le cifre (della manovra) ballano fino all’ultimo – avverte Repubblica a pagina 2 – e, per far quadrare i conti, si prevede dopo quella dello scorso anno una ulteriore riduzione, o mancato incremento, dello stanziamento per il Fondo sanitario nazionale per un miliardo”. Continua la lettura di Aria mefitica

I fatti separati dalle opinioni

I fatti separati dalle opinioni, fu lo slogan del primo Panorama diretto da Lamberto Sechi. Oggi proverò a separare, leggendo i giornali, i fatti da opinioni. Non è facile, perché spesso i fatti sono notizie sulle quali si è affermata un’opinione prevalente, più quella opinione non prevale più smettono di essere fatti. Tenterò comunque. FMI prevede per l’Italia una crescita dello 0,9% nel 2017, Ocse dello 0,8%, Confindustria dello 0,7. Invece il governo mette in conto un +1%. Alle critiche di Bankitalia che ritiene “ottimistica” tale previsione, Padoan ha risposto in Parlamento che “è vero, l’obiettivo del 1% è secondo alcuni ottimistico, secondo altri ambizioso ma che, a suo parere, è un obiettivo realizzabile”. Questo è un fatto. Titoli: “Padoan difende la crescita all’1%: è realizzabile”, Corriere della Sera. “Battaglia sul DEF: stime da rivedere. Renzi dice: i soldi ci sono”, Repubblica. È un fatto pure che ieri il differenziale di rendimento fra i Btp e i Bund tedeschi, insomma il famoso spread è salito di 7 punti”. L’opinione (piuttosto diffusa) è che ciò sia stato provocato dall’intenzione della BCE di non comprare più ogni mese fino a 80 miliardi di titoli di stato. La BCE smentisce, ma La Stampa vede già la “tempesta perfetta” addensarsi sul nostro paese: “La BCE studia il taglio al bazooka”. “Il fondo monetario taglia le stime di crescita dell’Italia”. Continua la lettura di I fatti separati dalle opinioni