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Renzi suona la campanella per il Pd

Il pokerista disperato

Politici a vita

Ma cosa ha detto alla fine il Governatore? Immagino lo sconcerto nelle redazioni ieri pomeriggio: Visco apprezza Renzi, critica la BCE, prevede una stretta quest’estate per le banche italiane, che a lungo aveva lodato ma che forse non erano così in ordine. Come si fa a far sintesi, qual è il senso? “Spinta di Visco alla ripresa”, scrive il Corriere. “Sferzata alle banche, tagliate i costi”, secondo la Stampa. “La Ue troppo rigida con le banche” scrive Repubblica. Secondo me Visco ha detto…che non sa che dire! Che non gli piace il rigore europeo verso i nostri istituti di credito i quali però devono mettersi a posto, vendere titoli tossici, concentrarsi per resistere: non c’è che fare. Che il governo, per Visco, come per tutti i potenti, ha fatto bene ad assumere la ricetta neoliberista dei mercati e dalla Merkel (jobs act e riforma della pubblica amministrazione) ma che non basta. Niente frottole, una ripresa come quella che si è vista quest’anno, serve a poco. Perciò serve, serve, cosa serve? Ecco la sintesi della ricetta del Governatore secondo Daniele Manca, del Corriere: nuovi stimoli devono venire “da maggiori investimenti anche pubblici; dalla spinta alla legge per la concorrenza; dalla riduzione del cuneo fiscale; dal «sostegno al reddito dei meno abbienti»; dalle agevolazioni per rendere le dimensioni delle aziende più adeguate a sostenere i momenti difficili”. Continua la lettura di Politici a vita

Ufficiale: la ripresa non c’è

Ora sappiamo perché! Sappiamo perché Matteo Renzi si gioca l’osso del collo sul referendum d’ottobre, perché non vuole che si parli d’altro da qui ad allora. Ce lo dice Confindustria: “La ripresa non c’è!”. Tutte balle: le magnifiche sorti e progressive del jobs act, dell’abolizione dell’articolo 18, gli incentivi agli imprenditori, gli sgravi che comunque affondano i conti dell’Inps. Niente è servito. Confindustria scopre che il nodo è “la produttività che non cresce”, sono le dimensioni inadeguate delle imprese, persino una certa tendenza tra gli affiliati di Confindustria al Carpe Diem, a tirare a campare senza preoccuparsi del futuro. Ecco che, di due anni e tre mesi di governo Renzi, resta solo la riforma Boschi del Senato e la legge elettorale “perfetta”, l’Italicum che serve a far vincere alla fine uno solo. Continua la lettura di Ufficiale: la ripresa non c’è

Caffé e fantascienza

Benvenuti nella terza repubblica. Il Giovane Fratello che regge le sorti del Belpaese promette pensioni anticipate, meno tasse e per tutti, niente bollo per gli automobilisti. È in campagna elettorale permanente, anche se non si sa ancora quando chiamerà i cittadini a votare e per cosa. La chiamano “democrazia recitativa”. Al brontolio sordo che muove dal basso – elezioni amministrative incerte per il Partito della Nazione, amministratori che finiscono in carcere, scontro tra i giudici e chi li dovrebbe controllare (Fanfani, laico del CSM chiede ragione di un arresto ritenuto “inopportuno”) – a tutto questo il giovane maestro jedi risponde offrendo se stesso, il proprio corpo in TV, l’infaticabile tour d’Italia, la promessa di bonus e di sgravi, una smorfia sul volto per suggerire che il resto non conta. Contratti, diritti, separazione dei poteri, corpi intermedi, parlamento, a che servono infine? Il poco burro che l’ordo-liberismo capitalista ci vuol concedere è già stato susssunto (così diceva Kant) all’attività di governo. Che lo distribuisce secondo l’idea che ha di giustizia e gli interessi elettorali. Si chiama stabilità, si chiama democrazia decidente. La terza repubblica è arrivata. Continua la lettura di Caffé e fantascienza

“Lezione di greco” con Casson, a Venezia

Venerdì 6 maggio, ore 17:45, a Venezia, presso la “Scholeta dei Calegheri” – Campo San Tomà, verrà presentato l’ultimo libro del Senatore Corradino Mineo: “Lezione di Greco – alla ricerca di una rotta per la politica italiana”.

L’autore si confronterà con il Senatore Felice Casson (Vicepresidente della Commissione Giustizia). L’incontro sarà moderato dal Dott. Giovanni Pelizzato, Consigliere comunale di Venezia. Continua la lettura di “Lezione di greco” con Casson, a Venezia

Tregua referendaria

Intercettazioni non si cambia, scrive il Corriere. “Renzi sfida le toghe: lavorate di più”, fa eco la Stampa. Va in pagina il contrordine di Palazzo Chigi. Con il referendum sulle trivelle domenica, il caso Guidi ancora fresco di petrolio, i sondaggi di Ilvo Diamanti che dimostrano come l’Italicum sembri fatto apposta per favorire la convergenza dei voti al ballottaggio (tra 5 Stelle e Lega) contro l’attuale premier, e ormai in vista il referendum costituzionale, quello che “se lo perdo – ha detto Renzi – smetto di far politica”, è meglio non andare a testa bassa contro le toghe. La suggestione del bavaglio alle intercettazioni non è morta: la ripropone, per Repubblica, il ministro NCD Costa, mentre Felice Casson spiega al Fatto come il cavallo di troia si trovi nella proposta di riforma del processo penale, sotto forma di una delega al governo sulle intercettazioni; “quasi incostituzionale” lamenta Casson perché del tutto generica. Per ora Renzi ha altre gatte da pelare e già Stefano Folli “prevede” che cambiarà l’Italicum, non subito che perderebbe la faccia, ma dopo il referendum d’ottobre. Continua la lettura di Tregua referendaria