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Il dittatore democratico

Il dittatore. “Ha travolto il regime impotente o corrotto, ha cacciato gli uomini indegni o incapaci e con loro le leggi o i costumi che producevano l’incoerenza. Fra le cose dissolte, la libertà. Molti si rassegnano facilmente a questa perdita”. Questa elegante descrizione della dittatura (che) non fa che “portare a compimento il sistema di pressioni e di legami di cui i moderni, nei Paesi politicamente più liberi, sono le vittime più o meno consapevoli”, è di Paul Valery e la ripropone Eugenio Scalfari per parlare ancora di Matteo Renzi. A Scalfari, come a De Benedetti, la dittatura renziana pare accettabile (e conveniente) sullo scenario europeo, incongrua e pericolosa per le sue ricadute nella politica nazionale. Il consiglio che il fondatore di Repubblica dà a Renzi è quello che gli ha dato De Benedetti, lo stesso che forse gli darebbe Draghi: “prolungare la data del referendum e mettere subito mano alla legge elettorale”. Continua la lettura di Il dittatore democratico

Il decisionista non vuol decidere

A ciascuno il suo titolo. 5 diversi per 5 giornali. Non capita spesso. Corriere: “A Colonia arresti e dimissioni”, gli arresti di alcuni aggressori – parecchi sono immigrati – delle donne la notte di San Silvestro, le dimissioni del capo della polizia che a caldo disse che tutto era andato bene, quella notte. “Bersaglio grosso”, titola il Manifesto a proposito di Angela Merkel, donna dell’anno per Time magazine ma ora, dopo Colonia, imputato dell’anno, per aver aperto le frontiere tedesche ai migranti siriani. “Dietrofront sui clandestini. Resterà reato”, Repubblica. Il governo si è preso paura. É noto come il reato di immigrazione clandestina non serva, anzi renda più difficile colpire ed espellere gli immigrati che delinquono, ma non conviene abolirlo in questo momento. “Ecco gli illeciti di Banca Etruria”, scrive la Stampa. Perquisizioni, indagini sul conflitto d’interessi, il CDA della Banca Etruria – di cui papà Boschi vice presidente – sotto esame per aver “affondato l’istituto”. Infine il Fatto torna sullo scoop di Carlo Tecce – oggi ripreso anche da Gramellini – sul dono di rolex d’oro a dirigenti e funzionari della delegazione italiana in Arabia Saudita e sulla rissa per accaparrarsi l’orologio. Titolo: “Rolex e regali. Il Papa li dà in beneficenza, Renzi se li tiene”. Continua la lettura di Il decisionista non vuol decidere