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A caldo, su Macron presidente

Ha attraversato da solo la Cour Napoléon du Louvre, accompagnato dalle note dell’Inno alla Gioia, simbolo d’Europa. Poi, sempre da solo sul palco, ha parlato con dietro la piramide di vetro voluta da Mitterrand e accettata Chirac, al tempo sindaco di Parigi. Ha ringraziato chi lo ha votato senza condividerne il programma, solo per sbarrare la strada alla Le Pen. Poi si è rivolto anche al popolo della Le Pen dicendo “sarò il vostro presidente, perché non abbiate più motivo di votare per le estreme”.

Tutto troppo perfetto in questo suo esordio da presidente di Emmanuel Macron. Tutto studiato nei dettagli e recitato a puntino. Con una grande voglia di piacere a tutti e una ferrea volontà di essere “à la hauteur” della storia di Francia. Prima del discorso del Louvre, Macron aveva parlato dal suo quartier generale. Anche lì solo davanti a una telecamera. Discorso solenne, rivolto alla nazione, da vero monarca repubblicano. Continua la lettura di A caldo, su Macron presidente

Il vescovo e il libero arbitrio

Non uccide il terremoto, uccidono piuttosto le opere dell’uomo. Il vescovo di Rieti ha scelto Rousseau (vedi il Caffè del 26 agosto, “Sul terremoto..di Lisbona”), ha posto l’accento sul libero arbitrio e dunque sulla responsabilità piena degli uomini. Così Francesco vuole salvare la sua chiesa: liberandola da ogni ruolo di supplenza nei confronti del potere, facendone una voce libera che, in nome del divino che è poi l’umano dell’uomo, sia capace di dialogare con altre voci libere e di squarciare il velo delle ipocrisie che usavano scaricare sul fato o sulla volontà di dio quel che deriva invece da atti umani. Le parole dei telecronisti – per quel poco che ho ascoltato – stridevano con tale messaggio e spandevano, con toni “sobri”, il miele della retorica del dolore e della solidarietà. Ma quelle parole restano, come resta l’immagine di Mattarella e di Renzi “confusi” – così ha detto un cronista – tra la folla dei semplici cittadini. Corriere e Repubblica usano titolano “l’accusa del vescovo”. Insomma: tu l’hai detto, Pompili. Sei tu che ci rubi il mestiere. Continua la lettura di Il vescovo e il libero arbitrio