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Tutti da Marco

Svolta di Putin sulla Siria, titola Repubblica: “via le truppe”. Naturalmente restano le basi russe nel Mediterraneo, ma Putin annuncia che richiamerà i soldati e lo fa alla vigilia del negoziato di Ginevra, con Assad rimesso in sella, l’Isis e Al Nusra indicati come “nemici”, l’Arabia Saudita per il momento sconfitta, l’Iran sempre più indispensabile, se si vorrà dare un assetto, una possibilità almeno di costruire una pace, a Siria e Iraq quando sarà stato cacciato Al Bagdadi. Lo Zar russo, Putin, che lo scacchista e dissidente Kasparov considera, non a torto, un dittatore che viola i diritti e opprime le libertà, ha messo a segno un match point. Grazie all’abilità manovriera di Lavrov, uno dei più abili ministri degli esteri oggi sulla scena, ma grazie soprattutto alle contraddizioni dell’imperialismo che, è tuttora alleato degli ideologi e finanziatori del terrorismo jihadista, i sauditi e la loro corte di monarchie del golfo. Naturalmente, nulla è acquisito. Ora Ryad sta provando a destabilizzare il Libano, definendo terrorista Hezbollah, organizzazione sciita che terrorista magari lo è pure, ma che è presente e forte nel parlamento di Beirut, che combatte davvero il Daesh in Siria e con cui bisogna trattare, se non vogliamo che torni l’incubo della guerra civile anche in Libano. Continua la lettura di Tutti da Marco

Guerra (non tanto) fredda

I turchi attaccano i curdi in Siria. Obama e Putin cercano il disgelo, Corriere della Sera. “Obama a Putin: stop ai bombardamenti in Siria”, Repubblica. “Damasco: le truppe turche ci invadono”, la Stampa. Tre facce della stessa realtà. Gli americani contano sulle milizie curde, siriane e irachene, per strappare Raqqa al califfato, ma i turchi le bombardano le postazioni curde con l’artiglieria: temono lo stato curdo più dello stato islamico. Russi, Hezbollah, esercito di Assad stanno per prendere Aleppo, ma così facendo spingono decine di migliaia di sunniti, che hanno sostenuto – o tollerato – le milizie islamiche, a fuggire verso la Turchia, la quale minaccia di scaricarli tutti in Europa: ecco Obama chiede a Putin di non bombardare Aleppo e Financial Times titola “L’Occidente accusa i russi di usare i profughi come un’arma”. A sua volta il governo di Damasco (Assad, Alawiti, cristiani che temono i sunniti islamisti) denuncia l’intenzione saudita e turca di invadere il paese. Continua la lettura di Guerra (non tanto) fredda