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La destra s’è rotta

Bitonci dopo Marino. Ero a Treviso a una manifestazione per il No, con il senatore 5 Stelle Girotto, quando, a pochi chilometri, una maggioranza di consiglieri, Forza Italia, Pd, 5Stelle, liste civiche, depositava le firme dal notaio per far cadere il sindaco leghista di Padova Bitonci. La prima considerazione è che la legge elettorale per i comuni ha smesso di funzionare. Il sindaco eletto al primo turno è in genere il capo fila di una coalizione impossibile che, per vincere, riunisce tutto e il contrario. Al ballottaggio, invece, prevale in genere l’outsider, ma anche in questo caso è probabile che i principali partiti non gradiscano la scelta e si mettano di traverso. Quella legge ha funzionato come antidoto al politichese tecnocratico nazionale: nelle città grazie a quella legge si sceglieva un volto più che un programma, una persona di cui fidarsi e a cui affidarsi. Ma ci sono dei ma. I poteri del sindaco si sono ridotti per via dei continui tagli delle risorse erogate. È ora più chiaro come i problemi delle città, specie di quelle grandi, si possano affrontare solo con una cooperazione rafforzata tra stato ed enti locali, cooperazione che spesso manca o è solo formale. Le scelte dei cittadini italiani sembrano orientarsi verso più poli, lungo discriminanti ideologiche, non le vecchie ideologie certo, ma sarebbe difficile sostenere che 5 Stelle, Lega, Partito di Renzi non abbiano una loro cifra ideologica, o se volete una loro “narrazione”. Per effetto di questi “ma”, la figura del sindaco eletto dal popolo diventa più fragile e contestata. Continua la lettura di La destra s’è rotta

Sì, diamoci una sveglia

Al Pantheon, una piazza consapevole e serena, non di sinistra né di destra, distante dalla politica ma non anti politica. I titoli così riassumono. “Le 98 piazze delle sveglie: noi un milione”, Corriere. “il grido delle cento piazze: dateci le unioni civili”, Stampa. “Siamo un milione, Italia svegliati”, Corriere. “L’arcobaleno ha i numeri del family day”, Fatto. “É l’ora dell’amore”, il manifesto. Consapevole e serena: sì, con giovani padri che spingono orgogliosi una carrozzina, ragazze che si muovono disinvolte in un universo solo femminile, meno giovani usciti dall’ombra, tutti sanno che nel mondo reale è già così e chiedono che questa realtà trovi posto anche nel mondo delle leggi e dei diritti. Destra e sinistra: per decenni abbiamo considerato il progresso, in particolare il progresso civile, come un fenomeno trainato dalla sinistra a cui si opponeva una destra retriva. Oggi il riconoscimento dei diritti può essere scritto – come nel caso della Corte Suprema degli Stati Uniti – da un giurista che più di destra non si potrebbe immaginare, l’italo americano Antony Scalia. Continua la lettura di Sì, diamoci una sveglia

Incubo 2016

Incubo 2016, è il titolo di copertina con cui Left esce stasera. L’incubo si è manifestato plasticamente già ieri. “Francia e Libia, l’Isis fa paura”, dice la Stampa. A Parigi, nel primo anniversario della strage di Charlie Hebdo, un uomo si è legato al ventre una finta cintura esplosiva e con un coltello in mano ha gridato “Allah Akbar” in prossimità di un commissariato di polizia, in uno dei quartieri dove i terroristi avevano colpito. Lo hanno ucciso, naturalmente. Intanto in Libia venivano incendiati 7 pozzi di petrolio e sulla strada tra Tripoli e Misurata, un camion cisterna, guidato da un kamikaze, faceva strage di agenti di polizia. 74 morti. L’incubo prosegue con la guerra nello Yemen che non si è mai fermata e dove, secondo l’Iran, un raid dell’Arabia Saudita avrebbe distrutto la sua ambasciata. Continua la lettura di Incubo 2016