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Come e perché la strage ipoteca il nostro futuro

Sicilia, dati veri e interpretazioni di comodo

In Sicilia per Claudio Fava

Caffè dalla Sicilia, una rassegna non in voce e video, senza le foto delle prime pagine. Perché scrivo in auto, al bar, dove capita per dare una mano, in questo ultimo scampolo di campagna, alla lista dei “Cento Passi”, guidata da Claudio Fava.

Berlusconi e Salvini (Meloni testimone impotente) hanno messo su un bel teatrino ieri sera a Catania. Trattoria del “Cavaliere” (ma guarda un po’!). Ospiti attesi alle 20,45. Ma Silvio si attarda, a colloquio con “200 giovani”. Forse teme che Matteo lo faccia attendere a favore di telecamere. Alla fine -sono già le 23,15- irrompe tra un fragore assordante di sirene e un piccolo esercito che lo scorta. Scuro in volto, saluta la Meloni e aspetta ancora dieci minuti prima che si manifesti Salvini. Il quale lo abbraccia e si già gusta già la battuta: “abbiamo parlato soprattutto del Milan”, dirà dopo il caffè. Continua la lettura di In Sicilia per Claudio Fava

Renzi oltre lo stretto

Oggi è San Prudenzia, siamo stati super prudenti, linea Padoan. Parola del Presidente del Consiglio. Ricorro al titolo del Sole: “Nel DEF (documento di economia e finanza) disavanzo 2017 al 2% + 0,4% di spese fuori patto”. In primavera il governo aveva promesso di mantenere il deficit sotto l’1,8%, ora avrebbe ottenuto (nella trattativa informale con Bruxelles) lo 0,2 di margine visto che la crescita non è arrivata e, di conseguenza, i conti sono peggiorati. Ma l’Italia comunica anche all’Europa – la bozza del DEF è stata consegnata alla mezzanotte di ieri – che investirà denaro che non ha, dunque a debito, per far fronte alle spese per il terremoto e a quelle per i migranti. “Una sorta di soluzione double face – spiega Marco Ruffolo su Repubblica – che da una parte si adegua in prima istanza ai desiderata di Bruxelles ma che dall’altra non esclude la possibilità di finanziare gran parte della prossima manovra con un nuovo forte indebitamento: 9 miliardi e mezzo, che si aggiungono ai 6 e mezzo già riconosciuti dalla Ue. In tutto, dunque, l’intenzione del governo è quella di fare una manovra in deficit per circa 16 miliardi”. Il punto dolente è che questa “flessibilità”, ottenuta o da ottenere, servirà per evitare che scattino le clausole di salvaguardia e l’aumento dell’IVA. La quattordicesima per i pensionati, il taglio delle tasse agli imprenditori e le altre regalie elettorali promesse, andranno finanziate con nuovi tagli, agli enti locali, alla sanità. Non è una prospettiva esaltante. Per non darla vinta ai contabili, Renzi ha deciso di rilanciare. Continua la lettura di Renzi oltre lo stretto