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La legge di Trump: internet veloce solo per i ricchi

Perchè l’opinione pubblica è in crisi

Leggendo i giornali stamani, ho capito di dover dire una cosa che penso da qualche tempo, ma che non ho mai scritto, in questa forma, (temo) per evitare le fastidiosissime polemiche che ne sarebbero derivate. È in crisi l’opinione pubblica, il concetto stesso di pubblica opinione. E la colpa non è della casta “che fa schifo”, dei giornali che “mentono”, delle riforme costituzionali “che non si riesce a fare”, dei “poteri oscuri che tutto controllano”, o delle leggi elettorali che non permettono di sapere, la sera, chi abbia vinto. Continua la lettura di Perchè l’opinione pubblica è in crisi

Terrorismo, trumpismo, renzismo

Grillo, Salvini, Renzi: voto subito e capilista bloccati!

Diritti e paure

58 ore sotto un tetto di ghiaccio, Corriere. “Il racconto dei sopravvissuti – ancora 23 i dispersi -. La rabbia delle famiglie: non ci dicono niente”. “All’inferno e ritorno”, scrive Repubblica. “La paura, il buio, la fame e la sete: ci siamo salvati succhiando neve”. Poi, le polemiche: “La turbina della salvezza dimenticata nel paese accanto”, la Stampa. “La mappa delle valanga non è stata completata”. E ancora “L’hotel costruito in una zona troppo a rischio. Per il Corriere, Polito scrive: “Tra il 2009 e il 2015 il numero dei dipendenti pubblici si è ridotto di 110 mila, ed è praticamente impossibile che fossero tutti lavativi. All’organico dei vigili del fuoco, i magnifici vigili del fuoco che abbiamo appena visto tirar fuori i sopravvissuti dalle viscere della montagna, mancano 4.000 unità (e guadagnano non più di 1.400 euro al mese, e aspettano da sette anni un rinnovo contrattuale). Per giunta siamo un paese ineguale, perché in Trentino le turbine antineve non mancano, tant’è vero che molte sono state spostate in Abruzzo per l’emergenza”. Questo mentre un’altra strage si impone alla cronaca. Ragazzi ungheresi rimasti intrappolati in un pullman in fiamme. E anche qui l’eroismo dello studente che ha rotto i vetri per fare uscire i compagni ma lui non ne è uscito, del professore che non ha esitato a ributtarsi in quell’infermo per salvare chi ha potuto. Continua la lettura di Diritti e paure